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Stefano Albanese / Supporter's Magazine
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Sport

Basket, Meo Sacchetti: autobiografia con nuovo capitolo a Brindisi

Il neo-coach dell'Enel fa il debutto in libreria in attesa di quello nel Campionato al via questo weekend

Brindisi, che inaugurerà il Campionato italiano di basket 2016-2017 affrontando domenica alle 12 (diretta Sky) la Dolomiti Energia Trentino, riparte da coach Meo Sacchetti e da un gruppo di giocatori quasi tutto nuovo. Chiuso il ciclo Bucchi, cinque anni alla guida dell’Enel con una promozione dalla Legadue, due partecipazioni ai playoff, tre alla Final Eight di Coppa Italia e i quarti di finale in Eurochallenge nella stagione 2014-15, ecco arrivare l’allenatore dello storico scudetto di Sassari.

Un titolo, una filosofia di gioco
Prima ancora di vedere applicata la "filosofia Sacchetti" sul parquet, ai tifosi brindisini come a tutti gli altri appassionati di basket è data la possibilità di conoscere meglio l’uomo - oltre che il coach - attraverso la sua autobiografia "Il mio basket è di chi lo gioca", scritta con il giornalista de L’Unione Sarda Nando Mura e presentato davanti ad un foltissimo pubblico presso il New Basket Store nel cuore del capoluogo pugliese.

La personalità di Meo Sacchetti emerge prepotente dalle pagine del libro nel raccontarsi, nel mescolare tratti e ricordi privati ad aneddoti della brillante carriera cestistica, prima come giocatore poi come allenatore. “Ho sempre pensato che bisogna lavorare per migliorarsi, da quello può derivare la realizzazione dei propri sogni e io ho lavorato tanto", ha dichiarato il coach durante la presentazione. "In queste pagine sono raccolte le mie fatiche, sempre pensando al gioco come elemento che rende una squadra migliore”.

Sacchetti ha poi insistito su un concetto a lui caro: "Il gioco è piacere: sbraitare, appesantire gli altri con la paura di sbagliare, non serve. Mi piace il talento, forse perché io non l'avevo, per questo all'ego straordinario di questo o quel giocatore più talentuoso concedo qualcosa in più”.

A Brindisi perché...
Nelle pagine finali del libro, dove si parla del suo approdo brindisino, ecco la motivazione della sua scelta: "Brindisi è una delle capitali cestistiche d'Italia, una città dove il basket ha messo radici profondissime. Qui si fa basket da sempre, ho sentito parlare fin da ragazzo della gloriosa Libertas, fondata nel 1945... A Brindisi è nato Elio Pentassuglia e sedere sulla panchina nel Palasport intitolato alla memoria di questo grande coach è già un motivo di orgoglio. Con molta umiltà accosto il mio nome al suo e mi sembra di poter dire che abbiamo la stessa visione del basket, senza stress, con un pizzico di ironia". I tifosi brindisini sanno cosa aspettarsi.

"Meo, ti conosco bene": clicca qui per un originale ritratto del coach.


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