Italia da sogno al World Classic. Piazza: "Nel baseball niente è impossibile"

Dopo il Messico gli azzurri vincono anche con il Canad ed aspettano con fiducia gli Stati Uniti

Festa azzurra al termine della gara contro il Messico (Credits: Christian Petersen-Getty Images)

Dario Pelizzari

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Boom boom boom Italia. La Nazionale tricolore del del batti e corri ha battuto il Messico per 6-5 nella sua gara d'esordio al World Baseball Classic 2013, il torneo che mette a confronto dal 2006 i migliori giocatori al mondo sotto l'egida della Major League, la superlega pro del baseball Usa. A Scottsdale, in Arizona, gli uomini guidati dal manager Marco Mazzieri sono riusciti ad avere la meglio sulla squadra avversaria al termine di una gara infinita (quasi 4 ore, anche se Espn ha tagliato gli ultimi lanci della partita, quelli decisivi) e ricca di colpi di scena. L'Italia dei paisà (ma pure degli italianissimi che da sempre vivono e giocano sui diamanti della nostra penisola) doveva essere la vittima sacrificale del girone D, la squadra materasso, insomma, quella meno competitiva per questione di numeri e di tradizione.

E invece, pronti e via e inizia il sogno. Che stasera potrebbe trovare maggiore definizione nel confronto contro un'altra big del Classic, il Canada dei fuoriclasse Justin Mourneau, Michael Saunders e Brett Lowrie, i tre gioielli della Mlb che hanno deciso di sposare la causa della formazione canadese nel bel mezzo degli spring training, la fase di amichevoli che precedono l'inizio della stagione regolare negli Stati Uniti. E proprio con la squadra a stelle e strisce, la più autorevole candidata al titolo che ancora non è riuscita a vincere, gli azzurri ingaggeranno una sfida bellissima perché impossibile nella notte tra sabato e domenica (diretta Espn ore 3 italiane).

Passano le prime due di ogni girone. Già completati i gruppi A e B, che si sono disputati rispettivamente a Tokyo e a Taiwan. Olanda, Cuba, Giappone e Cina Taipei si sono qualificate per il turno successivo. E’ stato inaugurato soltanto poche ore fa il gruppo C, che si gioca a San Juan, in Portorico. In gara 1, la Repubblica Dominicana ha battuto il Venezuela per 9-3. Manco a dirlo, sono loro le due superfavorite al passaggio del turno.

Nelle ore che precedono la partita da dentro o fuori con il Canada, abbiamo chiesto notizie sulla condizione e sulle possibilità della squadra azzurra a uno dei più grandi giocatori di sempre del baseball professionistico di ogni latitudine, Mike Piazza, 12 volte All Star Game, il ricevitore che con le casacche di Dodgers, Marlins, Mets e Padres ha spedito oltre la recinzione del campo la bellezza di 396 fuoricampo. Piazza ha lasciato il baseball giocato nel 2007, ma già dall'anno precedente è entrato nella squadra italiana, prima come giocatore e dal 2009 come responsabile tecnico dei battitori. Un fuoriclasse, semplicemente un fuoriclasse.

Dica la verità, Piazza, sul 5-4 per il Messico al nono inning e con la stella dei San Francisco Giants Sergio Romo sul monte di lancio l'impresa sembrava praticamente impossibile...

Nel baseball non c'è niente di impossibile. E poi, l'Italia è una squadra di livello, ben preparata. Dovreste stupirvi di meno

Da un fenomeno all'altro. All'ultimo attacco dei messicani, con prima e seconda base occupate e due eliminati sul conto di Jason Grilli, si presenta nel box di battuta un certo Adrian Gonzalez, lo slugger dei Los Angeles Dodgers, uno dei peggiori incubi dei lanciatori di tutto il mondo. Sembrava la fine e invece...

Alla fine, i giocatori più noti sono quelli che si conoscono meglio. Neanche Adrian può battere valido a ogni turno.

Tra i protagonisti del successo contro il Messico c'è sicuramente Alex Liddi, un simbolo per il batti e corri tricolore, il primo giocatore italiano di nascita della storia a entrare nella Major League dalla porta principale. Cosa ne pensa della sua gara e, più in generale, di quanto è riuscito a fare fin qui nella sua avventura nel baseball pro a stelle e strisce?

Liddi ha il talento per diventare un giocatore regolare di Major League e ne ha anche la volontà. Adesso è in una fase della sua carriera nella quale non lo aiuta più essere oggetto di curiosità. Deve quindi dimostrare di fare la differenza, se vuole entrare stabilmente nel line up.

Quale significato dobbiamo dare a una vittoria come questa? Sia per i possibili sviluppi in tinta azzurra del Classic (domani Italia in campo  alle 20,30 contro la corazzata Canada), sia per il domani del baseball nel nostro Paese? La Nazionale guidata da Marco Mazzieri può davvero rappresentare un traino per tutto il movimento made in Italy?

Certamente sì. I successi danno più visibilità, la visibilità può aiutare ad avere più risorse. Io sono realista e penso che, al di là della buona volontà, per lo sviluppo servano investimenti.

Cosa ne pensa del Classic? Crede davvero che la Major League abbia intenzione di investire su una simile iniziativa per rendere più popolare (e quindi più vendibile) il baseball al di fuori dagli Stati Uniti? Per molte squadre della Mlb, il Classic è poco meno che una scocciatura...

Mi auguro che la MLB mi ascolti sul futuro del baseball europeo. L'Europa rappresenta un mercato molto interessante per loro, ha 600 milioni di abitanti. Penso anche che le organizzazioni debbano iniziare a pensare in termini di baseball e non in termini di interesse particolare di una squadra in una stagione. Ma le cose sono molto migliorate.

Come viene considerato il baseball italiano negli Stati Uniti? Secondo alcuni addetti ai lavori, il livello dei giocatori del nostro massimo campionato è paragonabile a quello di chi gioca in singolo A negli Usa. Un po' come mettere a confronto la Serie A del calcio con la Lega Pro, un altro mondo, un'altra storia, nella forma e nei contenuti...

No, il livello del baseball italiano è più alto di quello del singolo A. Prestazioni come quella con il Messico aiutano a guadagnare rispetto.

Cosa dirà agli azzurri prima della gara decisiva contro il Canada? Sulla carta, si tratta di una sfida impari, praticamente impossibile da portare a casa. Anche se dopo la vittoria contro il Messico tutto assume un significato diverso, anche la parola "speranza"...

Marco Mazzieri ha detto dal primo giorno che siamo qui per uno scopo e lo ripeteremo ancora ai ragazzi. Con il Messico è stata una grande vittoria, domani è un altro giorno...

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