Andrea Mancini: "In futuro sogno la Sampdoria"

Intervista esclusiva al classe '92, che vuole far bene in Ungheria con l'Honved Budapest per poi ricalcare le orme paterne in blucerchiato

Il profilo di Andrea Mancini sul sito ufficiale dell'Honved Budapest, con il quale ha esordito nella massima serie ungherese. – Credits: Official website Honved Budapest / www.honvedfc.hu

Nicolò Schira

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Nella folta colonia tricolore dell'Honved Budapest c'è anche un figlio d'arte come Andrea Mancini. Classe '92, centrocampista con forte predisposizione offensiva, dopo essere cresciuto nel settore giovanile dell'Inter "Mancio Jr." ha vissuto esperienze internazionali con le maglie di Manchester City e Valladolid per poi trovare uno spazio importante in Ungheria, dove è oggi uno dei protagonisti principali della formazione di mister Marco Rossi e del diesse Fabio Cordella.

Come ti trovi all'Honved?
"Devo dire che ora mi sto trovando molto bene: ci sono tanti calciatori italiani e anche il mister e il direttore lo sono, il che mi ha sicuramente favorito. All'inizio non è però mai facile inserirsi all'estero e serve sempre tempo: superata questa fase, le cose sono andate sempre meglio. In questa esperienza sto crescendo sia come uomo sia come giocatore, e per di più Budapest è una città bellissima e l'Honved un club di grande tradizione".

Puntate ad arrivare in Europa?
"Speriamo di acciuffare il treno per l'Europa League, anche se sarà davvero molto dura centrare il terzo posto. Le ultime sconfitte ci hanno tagliato le gambe, mandandoci a -10 dalla terza posizione. però di sicuro ci proveremo".

Come valuti in generale il livello del calcio ungherese?
"Mediamente equivale alla Serie B italiana, anche se due-tre squadre potrebbero fare cose importanti anche nella nostra Serie A".

Da italiano all'estero, che idea ti sei fatto del declino del nostro movimento?
"Il livello del Campionato italiano è indiscutibilmente sceso negli ultimi anni, dire il contrario significherebbe prendersi in giro. Premier, Liga e Bundesliga sono un gradino sopra come livello e competività, anche se non è mai semplice giocare da noi".

L'esempio di quello che dici è la Juve: dominatrice in Italia e fuori al primo turno di Champions.
"Attenzione, però: se la Juve rigioca dieci partite a Istanbul, passa nove volte... I bianconeri avrebbero potuto fare la loro bella figura in Champions e possono essere competitivi in futuro. Non sottovalutiamo la loro forza: è clamoroso come la Roma non riesca a vincere lo Scudetto con 85 punti e sottolinea quanto sia incredibile la forza della Vecchia Signora. Sarà dura per le altre interrompere il ciclo dei bianconeri".

Magari ci proverà la sua ex Inter...
"Di quell'esperienza ho grandi ricordi. Ero un ragazzino, eppure sono state bellissime annate, dove ho imparato molto. Oggi quella nerazzurra è una squadra che ha bisogno di rinnovarsi e ci sono buoni giocatori da cui è possibile ripartire. L'Inter ha vinto tutto negli ultimi dieci anni e, proprio come sta accadendo adesso al Barcellona, a un certo punto mancano gli stimoli e i cicli finiscono. La rosa dev'essere ringiovanita e dovrebbero acquistare tre pezzi pregiati, ma sono convinto che con Thohir tornerà a essere una grande Inter, capace di riproporsi come l'anti-Juve in chiave scudetto".

Hector Cuper si è detto sicuro di un ritorno di tuo padre Roberto sulla panchina dell'Inter: confermi?
"Sento papà quasi tutti i giorni, ma raramente parliamo di queste cose. Io non credo sia vera questa cosa, a mio parere non bisogna mai tornare dove si è fatto così bene, c'è il rischio di rovinare un ricordo straordinario. Inoltre, da quanto ne so, sta bene al Galatasaray: è arrivato in corsa, prendendo una squadra non costruita da lui, facendo un miracolo in Champions. Proverà a vincere lì il Campionato e a fare bene in Europa l'anno prossimo".

C'è almeno la possibilità di rivedere te in Italia?
"Per il futuro lascio aperte tutte le porte. Qui mi trovo benissimo, non ci sono pressioni e ciò mi permette di crescere serenamente. L'Honved mi ha permesso di esordire nella maggiore serie, cosa di cui sarò sempre grato a questo club. La dirigenza è competente e ha un progetto ambizioso, seppur ci siano pochi soldi: stanno costruendo una squadra per far tornare l'Honved ai vertici del calcio ungherese e mi piacerebbe dare il mio contributo a questo progetto. Per poi magari tornare in Italia fra qualche anno: il mio sogno sarebbe quello di giocare nella Sampdoria".

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