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Us Open, Panatta: “Federer il più in forma, Fognini da primi 10 al mondo”

I pronostici dell’ex racchetta d’oro del tennis italiano, oggi commentatore per Eurosport, dopo la prima settimana di torneo americano

A un passo dal giro di boa della prima settimana, agli Us Open è arrivato il momento di fare sul serio; anche se i primi 5 giorni del torneo di Flushing Meadows, ultimo slam della stagione del tennis, ci hanno già dato più di un’indicazione. La prima, se mai ce ne fosse bisogno, è che a giocarsi la vittoria nel tabellone maschile saranno ancora loro, Djokovic e Federer, quest’ultimo apparso in uno dei momenti più splendenti – assurdo dirlo di un 34enne.. – della sua carriera, mentre tra le donne per la Williams, nonostante i soliti patemi – più con la sua testa che con le sue avversarie –, è già iniziato il conto alla rovescia verso uno storico Grande Slam. E poi c’è, anzi c’era, Rafa Nadal, eliminato a sorpresa dal nostro Fabio Fognini che ora sogna (e ci fa sognare) un quarto di finale contro il numero uno del mondo.

Il resto ce lo facciamo raccontare da Adriano Panatta, ex racchetta d’oro del tennis azzurro che racconterà la seconda settimana di Us Open dalla cabina di commento di Eurosport – le dirette, via streaming o via satellite, sono tutti i giorni dalle 17.00 fino a notte fonda –.

Panatta, sorpreso dalla vittoria di Fognini su Nadal

“In realtà non troppo, diciamo che ero abbastanza fiducioso. E’ stata una bella vittoria anche perché, nonostante lo avesse già battuto quest’anno, vincere in un partita ai 5 set, sul centrale, in un torneo dello Slam non è da tutti… Fabio ha compiuto davvero un’impresa anche se contro un Nadal ormai non al top della forma fisica”. 

Dove può arrivare questo Fognini?

“Agli Us Open direi ai quarti di finale, contro Djokovic. Prima però deve battere Lopez negli ottavi, cosa tutt’altro che scontata dopo il dispendio di energie del match contro Rafa..”.

Adriano_Panatta

Adriano Panatta, vincitore del Roland Garros e di una storica Coppa Davis (nel 1976), oggi commentatore degli Us Open per Eurosport.

E in classifica?

“Per me Fognini, l’ho sempre detto, è uno da primi dieci del ranking mondiale. I suoi problemi sono un sistema nervoso che ogni tanto, o troppo spesso, salta e la mancanza di continuità”. 

Cosa ci ha detto la prima settimana di Us Open?

“A parte la sconfitta di Nishikori (in un incredibile upset di primo turno, contro il numero 41 del mondo Benoit Paire, ndr), che Federer sembra quello più in palla di tutti, in un periodo di forma psico-fisica con pochi precedenti, anche nella sua straordinaria carriera”.

Qual è l’elisir di lunga vita dello svizzero?

“Il segreto di Federer è che “gioca facile”, con impatti puliti sulla palla e in generale con un tennis poco soggetto a traumi; tant’è che a volte neanche suda”.

Dicevano lo stesso del suo gioco…

“No, io sudavo molto di più. Fidatevi.. (ride, nda). In realtà il mio gioco era diverso, come lo è quello di tutti gli altri giocatori se paragonati con Roger. A mio modo di vedere è senza ombra di dubbio il migliore di sempre. Per come gioca a tennis e non solo per quello che ha vinto..”.

Tra Federer e la vittoria agli Us Open ci sono Murray e poi Djokovic. E’ comunque lui il favorito?

“Nella possibile semifinale contro Murray sì; nel match contro Djokovic invece vedo ancora leggermente avvantaggiato il serbo. D’altra parte nei recenti match ai 5 set Federer ha dimostrato di poter garantire al massimo un’ora e mezza ad altissimo livello. Sarà la sua tenuta la vera incognita della finale maschile”.

Nel tabellone femminile intanto avanzano Serena e le italiane Pennetta (in campo nel terzo turno contro la Cetkovska) e Vinci, già arrivata agli ottavi…

“Devo ammettere che per quanto riguarda le donne faccio davvero fatica a leggere la situazione. In generale mi sembra un momento di transizione per il tennis femminile, in cui ci sono tante giocatrici che giocano tutte allo stesso modo, incapaci di mantenere la costanza di rendimento necessaria per costruire delle vere e proprie favorite nei tornei.. Così capita che capita la Wozniaki, numero 5 al mondo, esca di scena senza destare nemmeno troppo clamore”.

E poi c’è Serena…

“Diciamo pure che "prima" di tutte c’è lei. Non mi farei ingannare dalle difficoltà dei primi turni, dai suoi fantasmi e dal suo atteggiamento finto affaticato. In realtà la Williams è una belva, e l’appuntamento con il Grande Slam dipende solo da lei”. 

Quanto vale un Grande Slam conquistato in questo momento storico, diciamo non di altissimo livello?

“E’ evidente che oggi manchino i grandi dualismi del passato. Purtroppo chi avrebbe dovuto crearli non è mai riuscito veramente a insidiare Serena”.

Si riferisce alla Sharapova?

“Sì, ma non tanto per la sua assenza di quest’anno. La verità è che in tutta la sua carriera non è mai riuscita, salvo in rarissime occasioni, nemmeno a impensierire lo strapotere di Serena. Poi se la colpa sia dei riflettori o di altro non saprei. Di certo troppi “flash” non aiutano a giocare a tennis..”.

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