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Tennis: Murray, re di Roma, ora punta a Parigi

Lo scozzese festeggia i 29 anni superando Djokovic nella finale degli Internazionali d'Italia. Serena Williams domina nel femminile

Adesso che sente di giocare bene su tutte le superfici, anche sulla terra, come ha dimostrato battendo il numero uno del mondo Nole Djokovic nella finale degli Internazionali d’Italia a Roma, Andy Murray guarda con una certa fiducia al Roland Garros, che non ha mai vinto. Ci arriva salendo da numero tre a numero due del ranking mondiale e con la felicità di aver festeggiato il suo 29° compleanno con la sua prima vittoria romana, con tanto di candeline spente durante la premiazione sulle note di "Happy days".

E’ stato tutto anglofono il podio di questi Internazionali d’Italia. Sulla connotazione a stelle e strisce di quello femminile, sul quale è salita Serena Williams non c’erano dubbi, visto che ha affrontato (e battuto per 7/6-6/3) Madison Keys nella seconda finale tutta americana (e la prima afroamericana) della storia del torneo romano, dopo quella del 1970 tra Billie Jean King e Julie Heldman. Per il titolo maschile, è stata invece una sorpresa il 6/3-6/3 rifilato da Murray a Djokovic. Il numero uno del mondo che puntava al suo quinto titolo agli Internazionali d’Italia, aveva perso con lui solo 9 volte nella vita e vinto 23, l’ultima delle quali nella finale di Madrid la settimana scorsa. Ma era un po’ spompato dopo le battaglie con Nadal e Nishikori e innervosito perché l’arbitro non ha voluto interrompere il match nonostante il campione gli avesse fatto notare la scivolosità del campo.

Se non avesse piovuto, non solo Nole avrebbe avuto più chance, ma, ha chiarito il presidente della Federtennis Angelo Binaghi, il torneo che ha superato per la prima volta dal 2011 i 200 mila spettatori paganti (con un incasso di 11,8 milioni, finali escluse, uno in più dello scorso anno) avrebbe potuto anche fare meglio. Nel presentare le cifre, Binaghi insieme alla pioggia ha incluso tra i fattori che hanno impedito al torneo di crescere ancora di più anche le brutte prestazioni dei tennisti italiani.

Se per avere nuovi azzurri competitivi bisognerà aspettare la crescita dei vari Lorenzo Sonego e Marco Cecchinato, forse per ovviare alla pioggia i tempi saranno più brevi. L’ormai leggendaria copertura del centrale del Foro Italico, un tetto retrattile di cui si parla da anni, sta per diventare realtà e potrebbe mettere presto fine alle aperture di ombrelli e alle sospensioni dei match come si è visto durante le semifinali di sabato. A sentire il presidente del Coni Giovanni Malagò le premesse sono buone : «Stiamo andando avanti con una conferenza di servizi che oltre al Coni coinvolge Comune, Regione, Sovrintendenza e ministero dei Beni culturali. Sarà una copertura modello Wimbledon con la quale il Centrale potrò ospitare manifestazioni di altri sport oltre ai concerti».

Intanto arriveranno 1500 nuovi posti per il Grand stand Arena. Per quanto riguarda gli azzurri e il loro record negativo in questa edizione degli Internazionali (neanche uno è approdato negli ottavi) Binaghi continua comunque a confidare anche negli ultratrentenni sperando che Roberta Vinci non decida di dire addio al tennis come la collega Pennetta e continuando a credere molto in Fognini. E se dall’Italia non dovesse arrivare una nuova stella del tennis il Coni punta molto su Djokovic, sorta di vicino di casa testimonial, che il suo amore per gli Internazionali d’Italia lo esprime baciando la terra rossa del Foro Italico e scrivendo «Amo Roma» sul campo. Nei giorni del torneo Malagò si è intrattenuto a lungo con i genitori del campione: si parla, oltre che di un protocollo sportivo tra Italia e Serbia, anche di una sorta di gemellaggio tra il circolo serbo di Djokovic e l’Aniene di Malagò.

E mentre il Foro Italico durante il torneo  l'anno prossimo ospiterà anche i mondiali di paddle, il tennis italiano non si fermerà solo a Roma. E’ molto concreta (si saprà dopo Wimbledon) l’ipotesi che l’Atp affidi all’Italia l’organizzazione del Master under 21 (che si dovrebbe tenere una settimana prima di quello classico, di Londra). Con un milione e mezzo di montepremi sarà organizzato o Milano, al Forum di Assago, o a Torino, forse al PalaIsozaki.

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