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Tennis: Federer vuole Roma, se Djokovic la cede...

Quarta finale in carriera per lo svizzero, che non ha mai vinto agli Internazionali. La Sharapova punta invece al tris

E pensare che per presentarsi al meglio al Roland Garros, lui a Roma non voleva venirci, tentennando fino alla vigilia del sorteggio. E’ stato il destino, con l’inaspettata sconfitta al primo turno a Madrid, a spedircelo. Così per Roger Federer, che alle 16 scenderà in campo contro Nole Djokovic nella sua quarta finale degli Internazionali d’Italia, potrebbe profilarsi lo stesso destino di quelli che andati di malavoglia a una festa, trascinati da un amico, poi finiscono per trovarci la donna della loro vita...

L'idolo di Roma
A Federer, già felicemente accasato con la sua Mirka e la doppia coppia di gemelli, il fato potrebbe invece riservare quella vittoria che non è mai riuscito ad agguantare a Roma, sconfitto nel 2003 da Alex Mantilla e due volte da Rafa Nadal, l’ultima due anni fa. Il pubblico di adoratori che ieri ha accolto il divino in campo con un boato e una serie di cartelli che recitavano "Mi inchino a te Roger", "No Roger no party" e un definitivo "Clonatelo!", spera che la finale vada liscia come la semifinale contro l’altro svizzero Stan Wawrinka, quello con il rovescio più maestoso ma i pantaloncini più inguardabili del torneo. Dopo essersi portato in vantaggio per 3 a 0, Stan - complici le variazioni di ritmo di Roger - si è trasformato nella brutta copia del campione che in semifinale aveva fatto fuori Rafa Nadal, soccombendo in soli 55 minuti per 6/4, 6/2 a Federer. Che ora se la vedrà con il numero uno del mondo Djokovic, il testimonial del gluten free, che ieri non è mai stato in difficoltà contro David Ferrer, liquidato a suon di drop shot in due set (finora Nole aveva sempre avuto bisogno del terzo) con un 6/4, 6/4. I precedenti indicano 20 vittorie per il n°1 del mondo (inclusa l'ultima sfida giocata) contro 18 per lo svizzero. 

Prima, la divina Sharapova
Nella giornata clou del torneo, ad aprire le danze sul campo centrale alle 12.30 saranno però la divina Maria Sharapova, che con la vittoria di ieri si è issata al n°2 del ranking mondiale, e la spagnola Carla Suarez Navarro, decima in classifica nonché detentrice di un rovescio a una mano che non ha niente da invidiare a quello di Wawrinka. Suarez Navarro, che con Sharapova ha perso 3 volte su 4, ieri ha dovuto affrontare una maratona per avere la meglio sulla (fino a ieri) seconda miglior giocatrice dell'Atp, la rumena Simona Halep, colei di cui si parla quasi essenzialmente del seno che si è fatta ridurre per correre meglio e dello stalker che l’ha perseguitata fino poco fa. 2/6-6/3 -7/5 il risultato, condito da una incredibile serie di regali reciproci: Halep ha buttato via la partita con due errori gratuiti quando era a due punti dal match.

La Sharapova, omaggiata pure da un "Maria sposami" dagli spalti, cerca il suo terzo titolo a Roma dopo quelli del 2011 e del 2012. In semifinale si è vendicata (ma non così facilmente, 7/5-6/3) dell’altra russa Daria Gavrilova, proveniente dalle qualificazioni, che si era permessa di batterla a Miami a fine 2014. Ma la ventunenne russa (sette in meno di Maria), che si carica con la musica di Shakira, ha mostrato di avere stoffa per crescere: all’inizio del 2014 era solo 233 del ranking mondiale e a Roma ha ottenuto la prima semifinale della sua vita che l’ha portata tra le prime 50. E, soprattutto, contro la russa senior non si è fatta per niente intimidire: si è permessa di mandarla più volte in confusione con una serie di palle corte prima di cedere anche a causa di un dolore addominale che alla fine del primo set l’ha fatta correre negli spogliatoi.

 

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