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Schwazer choc: ancora positivo al doping

Il giallo della positività nota a 5 mesi di distanza. Il legale: "Accuse false e mostruose"

IAAF World Race Walking Team Championships - Day Two

Giovanni Capuano

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Una notizia choc che colpisce il mondo dello sport italiano alla vigilia delle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Alex Schwazer, rientrato alle gare lo scorso 8 maggio e qualificato per i Giochi con una prestazione mostruosa nella 50 km poi bissata nella 20 km, è stato trovato nuovamente positivo in un controllo antidoping. La sostanza assunta sarebbero gli anabolizzanti e il periodo è quello della lunga preparazione sotto il controllo di Sandro Donati.

La notizia viene pubblicata in esclusiva dalla Gazzetta dello Sport e getta ombre pesanti sul recupero dell'atleta altoatesino, al centro della clamorosa vicenda della squalifica dopo essere stato trovato positivo all'Epo il 30 luglio 2012, prima di partire per i Giochi di Londra. Schwazer era stato squalificato per 3 anni e 9 mesi ed era appena tornato alle gare, suscitando anche perplessità e proteste da parte di alcuni colleghi.

8 maggio 2016, così parlava Donati: "Alex non ricadrà mai più in tentazione"
 

Il giallo del controllo rifatto dopo mesi

Secondo quanto ricostruito, il controllo incriminato sarebbe stato fatto a sorpresa a Vipiteno per ordine della Iaaf e risalirebbe all'inverno (1° gennaio). Avrebbe riscontrato valori di steroidi 11 volte superiori al consentito. In un primo tempo la provetta non aveva destato sospetti, ma la Iaaf avrebbe ordinato un nuovo esame mirato il 12 maggio e lì sarebbero emersi i valori non in linea con le norme. Poi il silenzio fino alle indiscrezioni delle ultime ore.

Un giallo che avrà bisogno di essere chiarito, insieme alle certezze che la collaborazione con Sandro Donati sembrava aver regalato al tentativo di resurrezione sportiva del marciatore. Il tecnico simbolo dell'antidoping in Italia aveva impostato tutto il lavoro sulla massima trasparenza di dati e sistemi di allenamento, provvedeva personalmente a far testare Alex da specialisti riconosciuti e giurava che non ci sarebbero state ricadute.

Dopo quella data, infatti, Schwazer era stato controllato altre 15 volte risultando sempre pulito. Nessuna anomalia, fino al riesame di quella provetta del 1° gennaio 2016 con la scoperta dei valori fuorilegge. Schwazer stava per cominciare il periodo di preparazione finale prima della partenza per i Giochi. Ora la notizia della nuova positività apre una ferita che si stava rimarginando. 

La replica dell'avvocato di Schwazer

Durissima la replica dell'avvocato di Schwazer: "Si tratta di accuse false e mostruose. E' successo quello che Alex ha sempre temuto, ma noi ci difenderemo e faremo causa" ha detto Gerhard Brandstaetter, che cura gli interessi del marciatore e che nelle prossime ore fornirà la propria versione dei fatti e darà volto e voce ai dubbi dell'entourage dell'atleta. 

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