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Roma 2024, Malagò annuncia il ritiro della candidatura

Il presidente del Coni comunica di aver scritto al Cio: "Per noi una grande ferita, spero ci si renda conto della figuraccia fatta''

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Redazione

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''Questa mattina ho scritto al Cio la lettera con la quale interrompiamo il percorso di candidatura di Roma 2024'': con queste parole il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha annunciato il definitivo ritiro dell'Italia dalla corsa per aggiudicarsi l'edizione dei Giochi che farà seguito a quella di Tokyo 2020. "Se avessi incontrato la sindaca Raggi", ha quindi sottolineato un amareggiatissimo Malagò dopo aver ringraziato tutti quelli che si sono dati da fare per promuovere la candidatura di Roma 2024  "le avrei detto che avrei fatto di tutto per portare le Olimpiadi a Roma; ho provato a parlare anche con Beppe Grillo, pure qui senza riuscirci... Per noi è una grande ferita, spero ci si renda conto della figuraccia fatta''.

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"D'ora in avanti", ha quindi proseguito il n°1 dello sport italiano, "concentreremo sforzi e interessi esclusivamente sui nostri asset, che a Roma sono il Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti e il Parco del Foro Italico, un'area che il mondo ci invidia e sui quali la Coni Servizi da oltre un decennio ha investito e continuerà a farlo, anche se è chiaro ed eveidente che interrompendo il cammino di Roma 2024, anche il Coni e la Coni Servizi dovranno rimodulare e rimodellare i loro impegni e le loro strategie sia in termini di sviluppo organizzativo sia di impiantistica sportiva". Tra quelli previsti, quelli per la ristrutturazione dello Stadio Olimpico, in programma a partire dall'estate 2017 "così come richiesto dall'Uefa per gli Europei 2020 fortemente voluti dalla Federcalcio e dal Coni".

Estremamente deluso anche Luca Pancalli, vicepresidente del Comitato promotore Roma 2024 (dichiarato simbolicamente "in liquidazione" da Malagò) oltre che n°1 del Comitato paralimpico italiano: "Da cittadino, provo una profonda amarezza e mi sento derubato di una speranza: quella di dimostrare che questo Paese può cambiare veramente e organizzare un grande evento sportivo, evitando gli errori del passato. Da uomo di sport, patisco poi la mortificazione di non essere riuscito ad arrivare a un confronto tra il nostro punto di vista e la visione dell'amministrazione".

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