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Michela Cerruti prima al Nurburgring... e prima donna dopo 39 anni

Vittoria storica della nostra pilota, che racconta qui la sua passione per i motori (e la diffidenza di tanti colleghi a dispetto dei risultati)

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Marco Bentivoglio

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Dopo aver scaldato le gomme nella 24 ore, chiusa al sesto posto, Michela Cerruti è salita sul podio più alto del Nurburgring vincendo il 4° round del Campionato tedesco VLN: una pista leggendaria per un successo storico, visto che da 39 anni non accadeva che una donna tagliasse per prima il traguardo di questo difficile tracciato.

L'ennesima impresa che certifica la 28enne campionessa italiana tra le migliori "guide rosa" in circolazione, il cui valore non è però ancora sempre riconosciuto nel mondo dei motori: "Abbiamo ancora tanti occhi addosso e capita che l’ambiente non dia il giusto peso alla tua presenza, anche a dispetto dei risultati. L'integrazione continua insomma a essere complicata e forse anche per questo statisticamente siamo davvero poche a correre in pista".

Tu come hai iniziato?
"Sono nata sulle ruote coperte, e forse anche per questo le gare endurance sono quelle dove riesco meglio. Ho poi deciso di correre anche sulle monoposto proprio per coprire le lacune che avevo a livello di guida".

Che rapporto hai con le altre tue colleghe?
"Ho corso spesso contro altre donne, ma non ho mai avuto un rapporto di amicizia. Unica eccezione: Valentina Albanese, con cui ho davvero un bellissimo rapporto e con la quale ho condiviso diverse avventure in pista, come ad esempio la 500 miglia di Zhuhai".

Della stima tutta da conquistare da parte dei colleghi ci hai detto, ma ti hanno mai corteggiata ai box?
"Sì, a volte in maniera palese, altre in modo più elegante. E non solo da parte di piloti... Forse anche qui c'entra il fatto che non siamo molte (ride, ndr)... e quindi non hanno molta scelta!".

Che preparazione fai per essere fisicamente al 100% al volante?
"Molto cardio e molta resistenza. Cerco poi di dormire più che posso nei giorni precedenti una gara per arrivarci la più riposata possibile, il che vale soprattutto per le 24 ore. Poi sto attenta all'alimentazione: aumento i carboidrati fino ad arrivare tre-quattro giorni prima della gara a mangiare solo pasta".

E una volta in gara?
"Bevo moltissimo e integro tutto con magnesio, potassio e minerali, perché la temperatura all’interno della macchina è sempre molto alta e devo evitare il rischio disidratazione, specie nelle gare più lunghe".

Il tuo sogno da pilota?
"Essere la prima donna a vincere la 24ore di Le Mans e quella di Spa".

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