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Volley, coach Berruto: "Ecco la mia nuova Italia"

Tanti nomi nuovi tra gli Azzurri per la World League, prima tappa del percorso che punta a Rio 2016. E per cui il ct vuole "disponibilità incondizionata"

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Cristina Marinoni

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"Disponibilità incondizionata": è questo il principio su cui coach Berruto ha deciso di rifondare la Nazionale dopo il tracollo ai Mondiali del 2014. L'obiettivo? A lungo termine partecipare alle Olimpiadi di Rio 2016. A breve, in ordine cronologico: salire sul podio della prima edizione dei Giochi europei di Baku (12-28 giugno), della World League (da qui al 19 luglio), della Coppa del mondo (dall'8 al 23 settembre, valida per la qualificazione a Rio 2016) e infine degli Europei 2015 (dal 9 al 18 ottobre, con partite in Italia e in Bulgaria, inclusa la finale di Sofia).

Coach Berruto, ci spiega meglio il concetto di "disponibilità incondizionata"?
"Vestire la maglia azzurra richiede per prima cosa il mettere da parte le proprie individualità a favore del bene collettivo: i ragazzi devono essere pronti a qualsiasi cambiamento. Di programma, ruolo, titolarità, presenza o assenza in campo, panchina. Nessuna opzione è esclusa, se funzionale a ottenere il risultato".

Come ha risposto il gruppo?
"Bene, il clima è molto diverso rispetto a quando ci eravamo lasciati l'anno scorso. Se il livello tecnico non è ancora al massimo - com'è naturale che accada dopo poche settimane di raduno - l'approccio all’allenamento è quello giusto: ho ringraziato i ragazzi per la loro energia. In palestra tutti lavoriamo con entusiasmo e passiamo il tempo insieme con piacere; l'atteggiamento propositivo è proprio il presupposto su cui costruire l'identità della squadra e la qualità del gioco".

Oltre allo staff, a partire dal secondo allenatore Chicco Blengini, anche la rosa di giocatori è molto diversa: cambiamenti che partono da cosa?
"L'inserimento continuo di giovani è una scelta che porto avanti da sempre; per di più quest'anno c'è bisogno di un numero maggiore di atleti a dispozione, visto l'impegno in ben quattro tornei. Gli esordienti che ho convocato per la World League sono sei (Giannelli, Alletti, Bossi, Mengozzi, Antonov e Botto, ndr), nel complesso saranno undici".

Il nome che incuriosisce maggiormente è quello di Osmany Juantorena, che debutta con la maglia azzurra a 30 anni.
"Quando ho divulgato la lista di atleti, sembrava certo che Osmany si dovesse sottoporre a un intervento al ginocchio, invece le terapie hanno sortito buoni effetti e così ci raggiungerà in agosto, quando ci focalizzeremo sulla Coppa del Mondo. Confido nel suo contributo come in quello di tutti gli altri".

Tra gli attualmente indisponibili c'è anche Ivan Zaytsev: come lo utilizzerà al rientro?
"Ivan non ha ancora risolto il problema alla caviglia, ma sta recuperando ed è molto motivato per essere in campo a breve, nelle tappe italiane della World League. Opposto o schiacciatore? Vale sempre il principio della disponibilità incondizionata: ricoprirà il ruolo di cui avrà bisogno la squadra".

Tra le novità c'è Simone Giannelli, classe 1996, fresco di scudetto con il Trento. Che ci dice sul ragazzo?
"L'ho visto in azione quattro anni e fa e il suo talento mi aveva già colpito all'epoca. Simone, tra i protagonisti della fase conclusiva del Campionato, che ha giocato in maniera incredibile, è uno splendido esempio di come si possa essere pronti per i grandi appuntamenti anche a 18 anni".

Cosa conserva e cosa butta del 2014, anno difficile per l'Italvolley?
"L'inizio della World League, con le vittorie in Brasile, e l'accoglienza di Firenze nella fase finale sono stati momenti straordinari, indimenticabili, per le emozioni positive che ci hanno regalato e per il gioco che abbiamo messo in campo. Episodi da cancellare? Nessuno: le esperienze negative hanno altrettanto valore, per questo è indispensabile valutarle e sfruttarle a proprio vantaggio".

Come ha trascorso le sue giornate lontano dalla Nazionale, prima di predisporre la "rivoluzione" in corso?
"Sono tornato a occuparmi del Regional day, il progetto che riguarda le attività giovanili; ho qualche idea nuova che spero di mettere in pratica prestissimo. Poi mi sono dedicato al tour in tutti i club di Superlega, confrontandomi con allenatori, direttori sportivi, giocatori".

Australia, Brasile, Giappone: le trasferte del 2015 non sono dietro l'angolo. Cosa porta con sé per affrontare i lunghi viaggi?
"Tanti libri e ebook, ma approfitterò del tanto tempo a disposizione anche per stare insieme ai miei compagni di avventura. Voglio davvero che questa occasione si trasformi in una bella esperienza di vita per tutto il gruppo".

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