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Derek Jeter lascia il baseball

Il campione dei New York Yankees giocherà stasera la sua ultima partita davanti al pubblico che lo applaude da 19 anni

Derek Jeter

Dario Pelizzari

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“Sono orgoglioso di essere il Commissioner di uno sport che può annoverare tra i suoi atleti un grande campione come Derek Jeter”. Il boss della Major League Baseball, Bud Selig - da 22 anni alla guida del baseball statunitense, l'abc del batti e corri mondiale – ha reso omaggio qualche giorno fa al talento senza fine di uno dei migliori giocatori di sempre, prossimo al ritiro dopo 19 anni di onoratissima carriera nel torneo più difficile ed emozionante del mondo. Derek Jeter, anni 40, bandiera e simbolo dei New York Yankees, lascerà il baseball al termine della stagione, vale a dire domenica 28 settembre. Tuttavia, il vero addio, quello più toccante e profondo, andrà in scena sicuramente stasera (pioggia permettendo) allo Yankee Stadium di New York, in occasione dell'incontro con i Baltimore Orioles, davanti al pubblico che l'ha venerato e osannato per ragioni di cuore e di campo, lui idolo senza tempo di almeno un paio di generazioni di newyorkesi alle prese con la passione per il gioco del guantone, della mazza e della pallina. Sì, perché nella città della Grande mela, Jeter conta da almeno tre lustri decisamente più del sindaco. Infinitamente di più.

“Penso che domani (ndr, oggi) sarà il culmine di tutto l'amore e l'apprezzamento che gli è stato dimostrato nel corso della sua carriera e credo che quanto vedremo lo ricorderemo per molto tempo”. Parola di Joe Girardi, manager degli Yankees dal 2008,  skipper di una nave da centinaia di milioni di dollari colma di stelle e stelline, fenomeni e fuoriclasse. Derek Jeter non può essere considerato uno di loro, fa storia a sé. Lo dicono i suoi numeri. Interbase con i fiocchi, lesto di mano e micidiale di braccio, ha collezionato fin qui 2744 partite tra i professionisti della Major League, mettendo da parte un prodigioso 309 di media battuta (3 valide ogni 10 turni in battuta) che profuma di meraviglia. E ancora, tanto per gradire: le valide sono state complessivamente 3461, di cui 543 doppi, 66 tripli e 260 fuoricampo, che hanno prodotto la bellezza di 1307 punti battuti a casa. Derek di Pequannock Township, New Jersey, è stato straordinario in difesa e strabordante in attacco. Un leader, il Capitano (dal 2003) e trascinatore degli Yankees, da sempre la squadra da battere, quella più ricca di denaro e di trofei.


Nella sua personalissima stanza dei trofei, grande poco meno della Casa Bianca, Jeter ha sistemato in bella mostra i gioielli di cui va più fiero. Ha vinto di tutto e di più. A cominciare dai 5 titoli mondiali (le World Series) raccolti tra il 1996 e il 2009, la gioia più grande per un giocatore di baseball. Nel 2000 poi, la ciliegina sulla torta: il riconoscimento come miglior giocatore della serie finale. Come dire, il migliore tra i migliori. Ma c'è di più. E' stato inserito per ben 14 volte nella selezione All-Star dell'American League, la lega in cui militano gli Yankees, e per ben 5 volte si è guadagnato tra gli applausi il titolo di miglior interbase (Gold Glove Award) e di miglior battitore della AL. Insomma, prima c'è Jeter, poi arrivano tutti gli altri. Anche nella vita privata. Come tanti grandissimi dello sport di ogni tempo, l'asso degli Yankees ha fatto felici gli editori delle riviste a tinte rosa. Tra le tante conquiste che gli sono state attribuite, la cantante Mariah Carey, le attrici Jessica Biel e Jordana Brewster, e niente di meno che una Miss Universo, l'indiana Lara Dutta, incoronata più bella del pianeta nel 2000. Probabilmente, anche loro stasera daranno una sbirciatina alla tv per dedicare un sorriso al marziano con il guantone che ha predicato baseball a milioni di appassionati. Ciao Derek, senza di te questo sport sarebbe stato certamente meno divertente.

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