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Caso Alonso: cosa sappiamo e cosa non sappiamo

Per El Pais, il pilota avrebbe recuperato la memoria una settimana dopo l'incidente. Scarica elettrica? Avrebbe segni evidenti sul corpo

Tre indizi fanno una prova, il quarto chiama in causa il buon senso. Fernando Alonso, straordinario trascinatore della Ferrari colma di buchi degli ultimi anni, da tre mesi al servizio della McLaren per conto della Honda, non salterà il primo gran premio della stagione (Melbourne, 15 marzo) per le conseguenze dell'impatto contro le protezioni del circuito spagnolo del Montmelò. Lo dice la logica, perché lo schianto è avvenuto a una velocità relativamente bassa e la monoposto, le immagini parlano chiaro, non ha riportato danni di prima grandezza. Lo lasciano intuire le parole di Ron Dennis, grande capo della McLaren, che qualche giorno fa ha escluso guasti meccanici ed elettrici sulla macchina, sottolineando di non avere la certezza, dati alla mano, che il pilota di Oviedo “fosse cosciente prima dell'incidente”.

La Fia ha aperto un'indagine: la verità dal video di Vettel?

Lo suggeriscono, infine, lo scrupolo e l'attenzione con cui i medici dell'ospedale “General de Catalunya” di Barcellona hanno preso in cura Alonso, sottoponendolo a numerosi esami e approfondimenti clinici che però non avrebbero rivelato alcunché di anomalo. Avrebbero, perché la famiglia dell'ex ferrarista non avrebbe consentito alla diffusione del bollettino medico. Insomma, passano i giorni e il dubbio prende la strada del sospetto. La domanda, sempre la stessa: cosa è successo realmente ad Alonso negli istanti precedenti all'impatto? La Fia ha in mano le immagini riprese dalla camera car montata sulla Ferrari di Sebastian Vettel, che seguiva il pilota spagnolo a brevissima distanza. E' stata aperta un'indagine e forse presto ne sapremo qualcosa di più. Nel frattempo, si naviga a vista. Tra congetture più o meno plausibili e ipotesi tutte da verificare. 

"Corro sui kart e vorrei diventare un pilota di F1": il vuoto di memoria

Secondo il quotidiano spagnolo “El Pais”, Alonso avrebbe recuperato la memoria soltanto una settimana dopo l'incidente. “Sono Fernando, corro sui kart e vorrei diventare un pilota di Formula 1”, avrebbe risposto il pilota McLaren alle prime domande di rito dei medici dell'ospedale di Barcellona. Per El Pais, il due volte campione del mondo è rimasto per diversi giorni con i ricordi fermi al 1995: non ricordava il proprio debutto in Formula 1, le vittorie iridate con la Renault (2005 e 2006) e gli anni trascorsi alla Ferrari. Buio completo. Per sette giorni. 

Le immagini dello schianto

"Una folgorazione può dare questi problemi", il parere dello specialista

E se il malore fosse stato causato da una scarica elettrica? Per il direttore dell'Istituto di Neurologia dell'Università Cattolica, Paolo Maria Rossini, “una folgorazione può dare questi problemi – ha dichiarato il medico all'Ansa - quando si faceva l'elettroshock negli anni '50 e '60, senza l'anestesia protettiva e su tutto il cranio, un'amnesia prolungata era un effetto abbastanza comune, anche se poi la memoria si ricostituiva”. Già, ma detto che l'abitacolo di una monoposto di Formula 1 è per ragioni più che comprensibili controllatissimo in ogni sua parte e isolato (fino a prova contraria) dalle scariche elettriche, come sarebbe possibile dimostrare questa tesi? 

Già, ma le lesioni sul corpo del pilota?

Risponde Rossini: “Sul corpo di Alonso ci dovrebbero essere un foro o una lesione dove la scarica è entrata e un segno analogo in uscita, che durante le visite mediche dovrebbe essere stato visto. Inoltre i muscoli, quando il corpo è percorso da una scarica elettrica, si irrigidiscono in pochi secondi, rilasciando nel sangue una serie di sostanze chimiche ben riconoscibili. Allo stesso modo se fosse stata invece una crisi epilettica o un trauma fisico a causare l'incidente ci sarebbero dei segni che sono facilmente rilevabili dagli esami medici”. Che sia questo il motivo per cui la famiglia di Alonso ha scelto di chiedere il silenzio all'ospedale di Barcellona?

"Non ho la certezza che fosse cosciente". La mezza ammissione di Ron Dennis

“Pensate che se ci fossero stati davvero problemi del genere, oggi avremmo fatto salire in macchina Jenson Button?”, aveva detto qualche giorno fa Ron Dennis in merito alla possibilità che la causa del presunto malore di Alonso fosse stato causato da una dispersione di corrente elettrica. Secondo Dennis, i dati della telemetria dimostrerebbero che il pilota spagnolo avrebbe 'normalmente' scalato di marcia. Inoltre, la radio che consente la comunicazione tra il pilota e il box sarebbe rimasta accesa fino all'impatto “e abbiamo sentito – sostiene il numero 1 della McLaren – il suo respiro ma nessuna comunicazione da parte sua”. Poi, il carico da 11: “Non ho la certezza che Alonso fosse cosciente prima dell’incidente”. Ecco, possibile che un pilota perda il controllo della propria auto e non dica nemmeno una parola prima dell'urto con le barriere di protezione?

Colpa del vento? Improbabile per Giancarlo Minardi

Tra le prime ipotesi sulla causa dell'incidente fornite dalla Mclaren ha trovato spazio anche la perdita di aderenza dovuta a una folata di vento. Idea che Giancarlo Minardi, ex proprietario dell'omonima scuderia, tra i più attenti osservatori delle cose della Formula 1, non ha escluso del tutto, pur sottolineando alcune incongruenze probabilmente decisive: “Se la macchina fosse stata sollevata da una folata di vento – ha spiegato Minardi a panorama.it - potrebbe essersi alleggerita e per questo aver frenato soltanto dalla parte sinistra. Ma poi come si spiegherebbe che sia stata soltanto la posteriore destra a essere stata danneggiata nell'impatto contro le barriere di protezione della pista?”. Una domanda che si aggiunge alle altre. 

"Non ci sono dubbi, Alonso non stava bene", la convinzione di Davide Valsecchi

Per Davide Valsecchi, campione del mondo GP2 nel 2012 e collaudatore della Lotus nel biennio 2013-14, qualcosa non torna. “Per il manager è stato un normale incidente, ma io non riesco a capire di quale incidente si stia parlando – ha detto il pilota comasco a panorama.it - Ho visto le foto della monoposto. Le sospensioni non sono piegate, le gomme non sono bucate e i cerchioni non sono danneggiati. Se sbatti davvero, spacchi la macchina. E poi è successo in un punto in cui non puoi uscire di strada. Di solito, esci sull'esterno, non sull'interno. L'ha detto anche Vettel, c'è qualcosa di strano. La mia idea? Credo che Alonso non fosse in forma quando è successo il fatto. Il pilota ha avuto un problema prima di uscire dalla pista. E su questo non ci possono essere dubbi. I commissari l'hanno trovato svenuto e un pilota come Alonso non può perdere conoscenza per un impatto simile”.

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