ANSA/LUCIANO DEL CASTILLO
Società

Ultimo giorno di scuola: niente feste per uno studente su cinque

In molti Istituti (specie al Nord) i Presidi hanno vietato i tradizionali festeggiamenti prima della campanella finale

Gavettoni, scherzi e sedie rovesciate sui banchi. Festeggiare l'ultimo giorno di scuola è tradizione antica e immutabile dalla notte dei tempi, ma gli studenti 3.0 devono oggi fare i conti con le regole ferree che tanti Presidi hanno deciso di istituire a suon di circolari interne.

Il portale Skuola.net ha fatto i conti in tasca all'ultimo giorno di scuola (che quest'anno varia da Regione a Regione tra il 7 e l'11 giugno) degli studenti italiani e ha scoperto che circa in un Istituto su 5 è severamente vietato festeggiare.

Certo, la colpa non è solo dei Presidi, ma di studenti che negli anni passati ci hanno preso troppo la mano allagando bagni e distruggendo attrezzature scolastiche, e così la colpa dei "padri" ricade sui "figli" e per fare i tradizionali gavettoni bisogna aspettare che l'ultima campanella sia suonata e che ci si sia allontanati dal raggio visibile a dirigenti scolastici e professori.

In attesa di poter dar libero sfogo alla voglia di mare e libertà i ragazzi trascorrono le ultime 5 ore dell'anno scolastico tirando le somme dei mesi passati. Quel che è fatto è fatto e di certo i professori non si mettono a spiegare e interrogare proprio alle porte delle vacanze.

Il 20% dei 1.500 ragazzi interpellati da Skuola.it ha anticipato che, per l'ultimo giorno, sono state organizzate delle feste in classe dove ogni studente porta torte e patatine per festeggiare la fine della scuola.

Il 7,6% degli Istituti ha invece organizzato attività sportive e piccoli tornei interni, mentre l'8% degli studenti ha confessato che a scuola proprio non ci andrà marinando le lezioni.

Le danze, però, iniziano quando la campanella suona. La metà dei ragazzi ha dichiarato di aver organizzato un pomeriggio di svago e libertà con i compagni di classe, il 40% invece è pronto a lanciar gavettoni come se non ci fosse un domani, mentre lo zoccolo ribelle degli istituti, l'8%, è armato di farina, uova e schiuma da barba per dichiarare guerra a quei compagni amati e odiati che poi verranno salutati per tre mesi prima della nuova discesa in campo a settembre.

ANSA/LUCIANO DEL CASTILLO
Ultimo giorno di scuola
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