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L'Oréal Paris: perché si licenzia la modella simbolo dell'inclusione

Amena Khan, prima testimonial velata del brand francese, ha rinunciato all'incarico a causa delle pesanti accuse che lei stessa aveva mosso verso Israele

Amena Khan

Barbara Massaro

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E' durata quattro giorni la rivoluzionaria presenza di Amena Khan come testimonial di L'Oréal Paris.

Chi è Amena Khan

La modella trentenne, inglese e co-fondatrice di Ardere Cosmetics porta il velo islamico da quando ha 20 anni. Influencer con mezzo milioni follower su Instagram era stata scelta da L'Oréal per mandare un messaggio di tolleranza e inclusione nei confronti dell'Islam.

Una campagna pubblicitaria difficile specie in Francia dove, ad esempio, il hijab è proibito a scuola e con forti implicazioni politiche e sociali.

Un messaggio negli intenti rivoluzionario visto che si trattata di promuovere uno shampoo portando i capelli coperti, ma proprio per la sua forza avrebbe scritto una pagina della storia degli adv.

 

I tweet contro Israele

E invece è tutto finito prima ancora di iniziare. Il sito Usa The Daily Caller, infatti, è andato a spulciare nella cronologia dei tweet di Amena arrivando fino al 2014 e scoprendo che la modella si era espressa duramente nei confronti dello Stato d'Israele arrivando a rivolgersi perfino all'allora Primo Ministro David Cameron.

Amena aveva definito Israele uno "Stato terrorista" e, nel corso della guerra di Gaza aveva scritto: "Per secoli arabi, ebrei e cristiani hanno vissuto pacificamente gli uni accanto agli altri in Palestina. Fino alla creazione di Israele" e poi, rivolta a Cameron, aveva aggiunto: "Parli di porre fine al terrorismo eppure sei complice nella fornitura di armi a uno Stato terrorista" concludendo con: "Hai offerto un 'sostegno convinto' a un genocidio".

Le dimissioni

Tweet che hanno sollevato un enorme polverone costringendo Amena a rinunciare al suo ruolo di testimonial. In una nota ha scritto: "Sono profondamente dispiaciuta per il contenuto dei tweet che ho scritto nel 2014 e per la rabbia e il dolore che hanno causato. Promuovere la diversità è una delle mie passioni, non discrimino nessuno. Con grande rammarico mi ritiro dalla campagna perché il dibattito che adesso la circonda distoglie dai sentimenti positivi e inclusivi che ne erano all'origine".

E L’Oréal Paris ha accolto di buon grado le dimissioni commentando: "Il nostro impegno è verso la tolleranza e il rispetto nei confronti di tutti i popoli. Siamo d’accordo con la decisione di Amena".

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