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Hollywood violenta: il caso Weinstein è solo il più recente

Produttori, registi e attori sono i protagonisti di una girandola di molestie che si ripete nel tempo

Harvey Weinstein

Barbara Massaro

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Sono più di trenta le attrici che, dopo la prima denuncia di Rose McGowan riportata il 5 ottobre New York Times, sono venute allo scoperto facendo emergere il marcio che ruota intorno al potente produttore cinematografico Harvey Weinstein reo di aver molestato attrici e modelle chiedendo attenzioni sessuali in cambio di fama, successo e lavoro.

Molestatore seriale

Un modus operandi consolidato quello di Weinstein solito attirare le vittime nelle camere d'albergo per poi chiedere massaggi sexy o docce hard in sua compagnia.

 


Un modello ripetitivo che ricorda quello messo in atto da Bill Cosby, protagonista del più grosso scandalo sessuale prima di quello di Weinstein. Sono decine le donne molestate da Cosby che, in alcuni casi, arrivava a drogare le vittime per poi abusare di loro.

Hollywood violenta

Avere il coraggio di denunciare non è da tutti in una Hollywood violenta dove sembra che il prezzo del successo dipenda anche dalla facilità di scendere a compromessi con il regista o produttore di turno. Tra le vittime di Weinstein ci sono grossi nomi come quello di Angelina Jolie, Gwyneth Paltrow, Cara Delevingne e Asia Argento, ma altre prima di loro avevano trovato il coraggio di puntare il dito contro il proprio aguzzino spezzando la catena di violenza.

L'attrice Reese Witherspoon ha rivelato di essere stata violentata da un regista (di cui non ha però voluto fare il nome) quando aveva solo 16 anni e anche il Premio Oscar Jennifer Lawrence ha dichiarato che agli inizi della sua carriera fu costretta a spogliarsi davanti a un produttore accanto ad altre attrici più magre per convincerla a perdere peso per un ruolo. "Mi disse che ero perfetta da portare a letto - ha rivelato l’attrice - Mi sono fatta trattare così perché pensavo fosse necessario per la mia carriera".

Tutti negano

Non sono mai state provate, invece, le accuse mosse da Björk sui social che ha raccontato di aver subito molestie nel 2000 da parte del regista Lars von Trier, quando la cantante prese parte come attrice e compositrice a Dancer in the Dark.

"Nel momento in cui iniziai a confrontarmi con la professione d’attrice - ha spiegato - mi fu chiaro che la mia umiliazione e il mio sentirmi molestata era la norma tra il regista e il suo staff di dozzine, che anzi lo nascondevano e lo incoraggiavano. Mi resi conto che era una cosa diffusa che un regista potesse toccare e molestare le sue attrici quando voleva e che le istituzioni del cinema lo consentissero".

Ha sbattuto contro un muro di gomma anche Vanessa Marquez, nel cast delle prime tre stagioni di E.R. Medici in prima linea che accusò il collega Eriq La Salle di molestie, ma nessuno le ha mai dato retta.

Un male antico

Quello della violenza di genere è un male antico che affligge Hollywood da sempre come dimostra l'accusa rivolta nel 2007 da Helen Mirren che rivelò di essere stata molestata dal regista e sceneggiatore Michael Winner nel 1964, mentre Jane Fonda ha detto di aver perso il lavoro per aver detto no a uno dei suoi capi aggiungendo di essere stata molestata quando era solo una bambina.

E poi in un torpido abisso di violenze e soprusi che hanno a che fare con il sesso e il potere ci sono le vicende legate a grossi nomi del calibro di Woody Allen e Roman Polanski in cui all'ombra dello stupro si aggiunge quella della pedofilia in un vortice di perdizione da cui non si vede via d'uscita.

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