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#MeToo, la campagna virale contro le molestie sessuali

L'hashtag è stato lanciato dall'attrice Alyssa Milano e condiviso oltre mezzo milione di volte

#MeToo, la campagna virale contro le molestie sessuali

Barbara Massaro

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"#MeToo urliamolo che non ne possiamo più. Insegnamo alle nostre figlie a non accettarlo e ai nostri figli ad avere rispetto". E' uno dei migliaia di tweet che, seguendo l'hashtag #MeToo, denuncia le molestie sessuali, fisiche e psichiche subite dalle donne.

#MeToo

A lanciare la catena diventata in poche ore virale è stata l’attrice Alyssa Milano che ha scritto: "Se tutte le donne molestate sessualmente o violentate scrivessero Me too come status, potremmo dare alle persone un senso della vastità del problema".

L’idea dietro alla campagna, ha spiegato Alyssa, è quella di spostare il dibattito su Harvey Weinstein in maniera tale che l’accento non sia più e solo su chi stupra o molesta, ma soprattutto sulle vittime che, in tutto il mondo e incessantemente, subiscono le angherie degli uomini.

 

In breve l’invito di Milano, co-protagonista della serie tv Streghe, è stato ritwittato mezzo milione di volte diventando virale e attraversando l’Oceano fino a giungere alle nostre latitudini.

Il vaso di Pandora

"Siamo tante, troppe, cresciute con l'idea che se sei donna prima o poi ti tocca: zitta e non frignare" scrive una donna  mentre un'altra aggiunge: "L’assistente universitario mi disse: 'Tu sei brava, ma se venissi a letto con me saresti laureata". E poi ci sono le ragazze che si ricordano delle molestie subite a scuola, di quelle palpatine non gradite sin dalla più tenera età e altre che pensano ai colleghi di lavoro troppi audaci mentre una giovane cita l’esaminatore di scuola guida che le ha consigliato di mettere la gonna corta per fare l’esame con lui e passarlo.

Perché i molestatori non sono necessariamente e solo stupratori. Possono essere i vicini di casa, i compagni di lavoro o categorie di insospettabili maschi con cui tutte le donne si trovano costrette ad avere a che fare quotidianamente e che si sentono autorizzati a violare l’intimità di una donna chi con le parole, chi con gli occhi e chi con i gesti.

Anche le celebrity con #MeToo

Alla campagna lanciata da Alyssa Milano hanno aderito anche tante celebrity del calibro di Lady Gaga, Patricia Arquette e Debra Messing. Rosario Dawson ha definito il fenomeno come "troppo dilagante".

Lady Gaga, che in passato aveva denunciato uno stupro subito da giovane,  si è limitata a condividere il #MeToo. Lo scandalo Weinstein, per ora accusato di aver molestato 30 donne, ha scoperchiato un vaso di Pandora di proporzioni immense creando però anche solidarietà tra le donne che, grazie alla Rete, non si sentono più sole e trovano il coraggio di denunciare i propri carnefici comprendendo finalmente di essere state vittime e non causa della molestia.

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