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Massimo Lopez e la satira: "I nostri politici sono già caricature"

L'attore si racconta in occasione dello show "Sing & Swing". E sull'Isis dice: "Già Khomeini pretese le scuse"

Massimo Lopez sul palco dell'Autorium del Renaissance Tuscany Resort & Spa a Barga di Lucca Eleonora Lorusso

Musica e comicità: un connubio riuscitissimo, soprattutto se sul palco, a interpretare grandi classici degli anni '50 e '60 c'è Massimo Lopez, attore, doppiatore, presentatore, insomma uno showman a tutto tondo, che a 63 anni continua a divertire in modo unico e a stupire, con le caricature di personaggi come cantanti, Papi e politici. Anche se - dice - "oggi se si parla di satira politica nostrana, non è facilissimo far ridere, perché molti dei nostri politici hanno superato la fantasia: sono già loro la satira di loro stessi, quindi è difficile fare la satira della satira".

In scena all'Unplugged Festival d'Autore, Massimo Lopez passa in rassegna alcuni dei suoi personaggi più riusciti, da Antonio Di Pietro a Giulio Andreotti, da Silvio Berlusconi a Romano Prodi, passando per cantanti come Patty Pravo o Mika, senza dimenticare però neppure il premier Matteo Renzi. Ma imitare figure come l'ayatollah Khomeini, come fece a metà degli anni '80, è ancora possibile oggi, in momenti di tensione internazionale, dopo le stragi nella redazione di Charlie Hebdo o gli attentati di Parigi? "Dovrebbe essere fattibile, ma è prudente non farlo" risponde a Panorama.it, ricordando come già all'epoca il Trio, con Marchesini e Solenghi, dovette chiedere scusa all'Iran.

L'Unplugged Festival d'Autore a Barga di Lucca Facebook

Massimo Lopez è tornato in scena con "Sing & Swing", nell'ambito della rassegna Unplugged Festival d'Autore, curata dal maestro Giandomenico Anellino, nel suggestivo Auditorium del Renaissance Tuscany Resort & Spa al Ciocco di Castelvecchio Pascoli (Barga di Lucca). Qui il comico porta in scena il suo repertorio classico di imitazioni, da Patty Pravo ai Papi, da Andreotti a Prodi e Berlusconi, passando per Domenico Modugno, del quale però canta anche pezzi storici come Volare: proprio la musica degli anni '60 fa da colonna sonora a questo show. Perché?

"La passione della musica risale a quando ero bambino - racconta a Panorama.it - I miei genitori compravano i dischi di Frank Sinatra. Mia madre cantava, anche quando apparecchiava la tavola e io mi sono appassionato a questo genere musicale. In realtà da bambino volevo proprio fare l'attore americano, quindi mi piaceva l'idea di interpretare artisti americani, usandone la lingua".

Massimo Lopez, oltre ad essere attore, comico, imitatore, è anche doppiatore, tra gli altri di Homer Simpson Olycom

Poi l'incontro con Mina, con cui ha duettato nel 1994 in Noi e che presentò a Massimo Lopez il maestro Gabriele Comeglio, sassofonista, jazzista, supervisore dei brani di Sanremo e arrangiatore di molti brani della stessa Mina. Grazie anche al sostegno di Alessandro Lopez (fratello e manager di Massimo), ecco la nascita di uno show: prima il concerto-tributo a Frank Sinatra (Ciao Frank!), portato anche a Miami, poi "Sing & Swing" con la Jazz Company di Gabriele Comeglio, che ne rappresenta un'evoluzione: ci sono brani swing, canzoni di Sinatra, ma anche hit sanremesi e gag nel classico stile di Massimo Lopez.

La satira, da sempre nelle corde di Massimo Lopez, qui con Solenghi alla conduzione di "Striscia la Notizia" Olycom

Ma oggi è possibile far ridere con comicità e satira, o è diventato più "pericoloso"?

"Io penso che questa possibilità ci sia sempre, ben venga la satira anche in momenti difficili come questi" racconta Lopez: "A volte, paradossalmente, può funzionare anche di più. E' un po' quando da bambini, andando a Messa e sapendo che si deve fare silenzio, viene invece da ridere. Proprio partendo da momenti complicati è quasi più facile far ridere. Vero è che, se si parla di satira politica, specie nostrana, facilissimo non è, ma perché molti dei nostri politici hanno superato la fantasia: sono già loro la satira di loro stessi, quindi è difficile fare la satira della satira".

Moltissimi i ruoli interpretati di Lopez, qui insieme a Solenghi e Marchesini, al Festival di Sanremo del 1989 Olycom

A livello internazionale, cosa ne pensa della satira su personaggi "delicati" uno che già anni fa, prima dell'epoca dell'Isis e di Al Qaeda, ha imitato Khomeini?

"Dovrebbe essere fattibile, ma è prudente non farlo. All'epoca - spiega Lopez - in buonissima fede, si giocò a immaginare un incontro tra Khomeini e Reagan, dove il primo era di Prato e il secondo di Napoli, e si scambiavano le sigarette americane. Ma già allora si arrabbiarono in Iran, per aver toccato una personalità così importante e alla fine noi abbiamo dovuto chiedere scusa".

Qual è il confine tra comicità, satira e irriverenza? Olycom

Ma qual è il confine tra comicità, satira e irriverenza?

"Il confine è difficile da stabilire, ma se andiamo a vedere qual è la nostra cultura - italiana e occidentale in genere - io ho portato per la prima volta l'imitazione di un Papa in tv: il risultato è che si divertirono più in Vaticano che non nei teatri o alla tv. Naturalmente dipende da cosa si fa dire a questo personaggi - dice Lopez - L'irriverenza potrebbe esserci con una qualsiasi personalità o persona da imitare".

In "Sing & Swing" Lopez imita personaggi noti del suo repertorio, new entry, ma si esibisce anche in canzoni del repertorio jazz e swing con la Jazz Company di Gabriele Comeglio Olycom

Tra i personaggi che imita ci sono anche Mara Maionchi e Mika. Cosa ne pensa dei talent, come "fucina" di talenti, soprattutto musicali?

"Credo dovrebbero essercene di meno: se da un lato si danno opportunità ad alcuni, da un altro credo ci sia una gran confusione dal punto di vista musicale. Non richiedono un grosso impegno economico per la loro produzione e c'è molta gente che vi ripone le proprie speranze di successo, ma è anche vero che essendoci molti "aspiranti" si cerca l'originalità a tutti i costi, per emergere, e i risultati non sono sempre così armoniosi. I non amo molto i talent, anche se li vedo, proprio perché si genera confusione e la musica si perde un po', secondo me, diventa "usa e getta" e questo mi dispiace" spiega Lopez, che aggiunge: "Non so poi se tutti questi concorrenti la gavetta l'abbiano fatta: io penso non si faccia più come prima, perché i giovani devono arrivare in tempi rapidi, come impone la società, altrimenti si è "out". Io ho iniziato facendo teatro, dove si insegnava persino cosa significasse camminare dietro le quinte in un certo modo, rispettare una sacralità del palcoscenico, tutte cose sulle quali si sorvola un po' oggi".

Il sogno nel cassetto di Lopez? Fare film, ma di un certo spessore emotivo Olycom

A 63 anni, dopo aver fatto praticamente tutto nel mondo dello spettacolo (teatro con ruoli drammatici e comici, il Trio con Solenghi e Marchesini, spot tv come quello famosissimo e premiatissimo di Telecom "Una telefonata allunga la vita", la radio, il doppiaggio, dando voce ad esempio a Robin William e Homer Simpson) qual è ancora il sogno nel cassetto di Massimo Lopez?

"Non smanio, ma  - confessa Lopez - mi piacerebbe fare dei bei film, intesi come film con ruoli di un certo spessore, dove l'anima di possa muovere, che emotivamente forti".

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