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McDonald's e Starbucks mettono al bando il porno

Negli Usa, sì al WiFi gratuito nei locali dei due brand, ma con il filtro per vietare l'accesso ai siti hot

Barbara Massaro

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Caffè e hamburger "Porn free". E' una piccola rivoluzione quella che riguarda i punti vendita statunitensi  di McDonald's e Starbucks (21.000 se sommati) che, da questa settimana, hanno deciso di porre un filtro al WiFi gratuito.

Mentre di mangia un Big Mac o si beve un Frappuccino sarà ancora possibile navigare in Rete a caccia di notizie o sui social network, ma se qualcuno fosse preso dai bolletti spiriti e avesse una voglia irrefrenabile di entrare in un sito porno dovrà tenersele.



mc donald's

Un punto vendita McDonald's – Credits: Rob Walls / Alamy

I due colossi, infatti, hanno aderito alla campagna contro la pornografia che in America è sostenuta da decine di associazioni che lottano in nome del buon costume, della decenza, ma soprattutto contro la pedopornografia.

Donna Rice Hughes, presidente dell'associazione Enough is Enough - che si potrebbe tradurre con Quando è troppo è troppo - canta vittoria. "La sicurezza di internet è una questione di salute pubblica prioritaria per i nostri ragazzi: ormai la pedopornografia è un virus sul web. Dopo McDonald's e Starbucks, speriamo che aderiscano anche alberghi, centri commerciali, biblioteche e tanti altri".

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