Tipografia Alimentare, dove il produttore incontra il consumatore

Bistrot ma soprattutto Food Hub: dalla colazione all'aperitivo cibi e vini naturali raccontati anche da chi li fa nascere con passione e lavoro

TipA

Da sinistra: Martina Miccione, Mattia Angius e Carla De Girolamo di Tipografia Alimentare - 15 febbraio 2018 – Credits: Stella Bortoli

Chiara Degl'Innocenti

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Si scrive Milano e si pensa subito al fermento di nuove idee creative. In questa città in continua evoluzione, anche per quanto riguarda la ristorazione, le offerte sono talmente varie da valer la pena di prendersi una pausa. In qualsiasi momento.

Tra il naviglio della Martesana e l’emergente quartiere di NoLo (per chi non è della zona, a Nord di Loreto vicino a viale Monza e via Padova) è nato Tipografia Alimentare, bar bistrot dal gusto nordeuropeo e luogo d’incontro giovane e rilassato che si distingue tra i locali milanesi come un inedito Food Hub, ovvero una rete del cibo diretta tra produttore e consumatore. 

Cos'è il TipA Food Hub

TipA (così viene già chiamato tra i frequentatori) si colloca alla perfezione in un angolo di Milano di forte rigenerazione urbana. Il progetto nato da un’idea di Carla De Girolamo, con un passato di giornalista (proprio nella redazione di Panorama.it), la figlia Martina Miccione e Mattia Angius, laureati in Scienze Gastronomiche di Pollenzo, food scouter e appassionati di vini e cucina, punta sull’artigianalità e l’eccellenza tra piatti gourmet e incontri con produttori di nicchia che popolano il calendario gastronomico del locale.

Lo chef Angius

In uno spazio luminoso ed essenziale, tra scaffali pieni libri, giornali e macchine da scrivere su tavoli e mensole di legno chiaro, la cucina è il vero cuore di questo luogo. Qui il giovanissimo chef Mattia Angius propone piatti realizzati in forno, per essiccazione e a basse temperature, o preparati con marinature e fermentazioni. Forte della sua esperienza con Christian Puglisi, al Baest e al Manfred di Copenhagen, e con Alessandro Porcelli, il fondatore della reunion di eclettiche menti gastronomiche Cook it raw, offre combinazioni intelligenti ed equilibrate di ingredienti sostenibili, di stagione e il più possibile locali. Qualche consiglio? Il Vitello storionato, (lo storione sostituisce il tonno) con fiori di sommacco essiccati, gli Agrumi, rapa svedese e origano o la Zucca cruda, lardo, nocciole. Per i traditional foodie, le lasagne con pasta fresca da gustare la domenica

Dalle 7.30 alle 22

Aperto dalla colazione, al TipA si può partire con brioches (della storica pasticceria Roveda) farcite al momento, spaziare tra yogurt cremoso con miele delle api urbane del Parco delle Cave e nocciole, pane gianduia o burro e marmellata, fino ai biscotti da accompagnare al caffè espresso e filtrato.

Per chi vuole proseguire, a pranzo il menu dello chef segue la stagionalità di soli prodotti italiani. Per fare un esempio, la frutta e la verdura per insalate e zuppe provengono da una cascina di Cernusco sul Naviglio che produce biologico (Società Agricola Corbari).

Aperti anche per la merenda (qui, la fanno da padrone le torte e le crostate) il momento clou della giornata si distingue all’ora dell’aperitivo. Tra taglieri di formaggi (come l’Agrì di Valtorta della Val Brembana, prodotto da una cooperativa sociale) e gli affettati di aziende della Valtellina si possono degustare ottime birre oppure vini naturali e artigianali “selezionati per zero chimica di sintesi in vigna e in cantina, basso livello tecnologico, lieviti indigeni, micro produzioni, bassissimi quantitativi di solfiti, personalità ed espressione del territorio ed etica del produttore”, come si legge sulla carta di TipA, il locale per cui vale sempre prendersi una pausa e che a Milano mancava.

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