No ai selfie: c'è chi dice basta all'autoscatto social

E' partito dall'America un vero movimento di protesta che ha come testimonial d'eccezione l'attrice Kirsten Dunst

"The Two Faces Of January" New York Premiere

Kirsten Dunst, testimonial del movimento "No more selfies" – Credits: Gettyimages

Barbara Pepi

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Se nasce una moda si sviluppa una controtendenza. E' così dalla notte dei tempi e non poteva esimersi dal'evitarlo il selfie, quell'autoscatto social che invade, attrae, respinge ma in ogni caso coinvolge in una sorta di assalto all'arma bianca le bacheche dei social network di chichessia: dal Papa alle ragazzine, dai politici ai cantanti, le showgirl, gli attori e la semplice gente comune tutti sono dietro a schiacciare l'icona della macchina fotografica rivolgendo lo schermo verso il proprio naso.

C'è chi dice no

Ora, però, c'è chi dice no. Al grido "Free selfie", "Unselfie", "No selfie" e "Anti selfie" sempre più persone stanno creando una sorta di movimento di liberazione dalla condanna dell'autoscatto.

Perchè va bene la foto simpatica in vacanza, ok che il selfie rappresenta la nuova frontiera dell'autografo con il vip di turno, ma quando si vedono cani, scimmie ed addirittura oggetti d'uso comune che si "selfano" la sensazione che si stia andando troppo oltre c'è.

Kirsten Dunst paladina del no ai selfie

Capita poi sempre più spesso che i vip si trovino assediati da un tripudio di smarthpone con i quali orde di ammiratori puntano a fermare quell'attimo della conoscenza rischiando perfino di non guardare in faccia la celeb che si ha di fronte.

Proprio su questo ironizza Kirsten Dunst, testimonial della campagna "No more selfie" con un cortometraggio che racconta la dura vita delle celeb alle prese con fans "selfi-fili".

In Italia, qualche tempo fa, era partita una campagna dal persuasivo titolo #setiselfieticancello e pare che addirittura nelle Filippine il Governo stia pensando di vietare la pratica degli autoscatti social che distraggono gli automobilisti, causano disagi e rischiano addirittura di diventare un problema sociale. 

L'indotto economico

Eppure intorno al selfie inizia ad esserci un indotto economico di notevole spessore. Sono numerose le app che migliorano le prestazioni dell'autoscatto e addirittura esiste in commercio una sorta di "braccino" che allunga quello umano per fare scatti che vadano l'oltre la distanza che c'è tra spalla e polso. Solo in Italia, dice una ricerca Samsung, si scattano 28 milioni di selfie al giorno; mentre secondo il Pew Research center americano più della metà dei ragazzi tra i 15 e i 35 anni ha condiviso un selfie. 

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