Barbara Massaro

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Ci sono almeno due Milano: quella cosmopolita, della moda e della finanza, che va di fretta tra un meeting e un briefing, del "Il tempo è denaro", dei bauscia e dei taaacccc e poi c'è l'altra Milano.

E' una Milano lenta, che corre sui binari dei vecchi tram, quelli in legno con le porte che cigolano e con la perteghetta che curva all'ultimo istante con quel brivido che davano solo le giostre delle Varesine negli anni '80.

La vecchia Milano

E' la Milano delle case di ringhiera, delle osterie e dei vicoli, di Porta Genova e Lambrate, dei quartieri popolari cantati da Jannacci con il suo dialetto disincantato e le tradizioni ben radicate nel cuore.

E' questa seconda Milano quella che si sta mobilitando per salvare il vecchio tram 23, un pezzo della storia meneghina che collega Lambrate a Piazza Fontana passando per il Tribunale, Via Larga e Viale Piave dove ancora resistono le piccole botteghe del prestinaio e della lavandaia.

La scomparsa del 23

Come annunciato dalla giunta Sala il 27 aprile il 23 scompare e viene assorbito dalla linea 19 che, proveniente da Roserio, non terminerà più in Cairoli, ma proseguirà, appunto, fino a Lambrate.

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Niente di strano e nell'ordine dei progetti di riqualificazione e ottimizzazione della mobilità urbana, ma la gente del quartiere Lambrate che su quel tram è andata a scuola e a lavoro, ha litigato e si è innamorata, ha letto e sospirato guardando fuori dai grandi finestrini, non vuole rinunciare a uno dei simboli della zona e per questo ha aperto una petizione su Change.org che ha già raccolto 2.350 firme.

"Salviamo il tram 23"

Il testo recita: "Nonostante l'intenzione del Comune e di Atm di voler evitare ai passeggeri, che devono attraversare il centro, di cambiare tram sia rispettabile, la modifica del 23 significa la cancellazione di un simbolo "storico" per Lambrate e per tutta la zona est di Milano. Chiediamo, quindi, che il Comune e Atm cerchino una soluzione diversa, che preveda il mantenimento del 23 sia nella sua forma (tram piccolo di legno), che nel suo numero".

Al momento mancano ancora 150 firme perchè la petizione possa essere presentata, ma sui social è in atto una mobilitazione a colpi di tweet e foto romanticamente milanesi del 23 postate su Instagram perchè dietro la fredda ed efficiente Milano c'è un cuore caldo che batte anche delle sue piccole certezze popolari.

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