"Lava Mae", docce gratis per i senza tetto di San Francisco

Si tratta dell'iniziativa di un privato per fornire aiuto ed assistenza on the road a chi cerca di ricominciare a vivere, anche partendo da una doccia

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Il bus azzurro di Lava Mae – Credits: Instagram/lavamae

Barbara Pepi

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Una doccia calda dopo una giornata fuori casa. E' uno di quei piaceri della vita tanto usuale quanto indispensabile, ma c'è chi, questo piccolo lusso, non se lo può più concedere non avendo nè doccia, nè tanto meno casa.

Si tratta degli homeless, persone che hanno perso tutto e che vivono per strada, si arrangiano come possono e - se c'è chi si è lasciato già andare - vorrebbero ricominciare una nuova vita, anche a partire da una doccia.

Per loro, a San Francisco, è da qualche mese attiva Lava Mae, il primo "Doccia bus" ultra tecnologico della storia. A progettarlo e brevettarlo è stata Doniece Sandoval, finalista della Global Impact Challenge lanciata da Google

Con i 100mila dollari vinti ha inventato questo particolare strumento di solidarità riadattando un vecchio autobus a bagno pubblico su 4 ruote e trasformando una semplice doccia in una possibilità di riscatto sociale.

 

In un'intevista la donna ha dichiarato che l'idea le è nata quando, per strada, ha incontrato una clochard che piangeva disperata e diceva: "Non tornerò mai più pulita".

Per adesso il bus è uno solo, è attivo quattro giorni la settimana e fa la spola tra le due zone della città con maggior numero di senza fissa dimora.


Solo a San Francisco gli homeless sono circa 3.500 e la Sandoval, grazie alle donazioni di tanti privati cittadini, vorrebbe arrivare presto a quattro autobus posizionati in zone strategiche.

Il servizio, supportato da un buon numero di volontari, prevede una doccia calda e la distribuzione di biancheria intima pulita da indossare dopo essere tornati puliti. Per alcune persone meno fortunate anche mettere un paio di calzini nuovi di zecca è un lusso da nababbi.

Dieversi Paesi si stanno interessando a Lava Mae come strumento di solidarietà a basso costo, ma molto concreta, che potrebbe aiutare nelle grandi città dove gli homeless si perdono tra l'indifferenza e la fretta di chi non ha tempo per considerare la sofferenza del prossimo.

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