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Arte e musica si alleano contro la crudeltà sugli animali

La fondazione Maac organizza eventi, aste e concerti per raccogliere fondi e aiutare le specie in difficoltà

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Marco Morello

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La musica è un linguaggio universale, capace di trasmettere messaggi ben più vasti di quelli contenuti nelle sue note, nello spazio stretto di una canzone, nel ritmo passeggero di un ritornello. Può per esempio aiutare a sensibilizzare su temi importanti come la crudeltà contro gli animali. Con questo scopo e spirito è nata «Maac», abbreviazione del termine inglese Music against animal cruelty, una fondazione no-profit che orchestra iniziative per raccogliere denaro e girarlo alle organizzazioni che si battono per salvaguardare le specie in difficoltà, a rischio estinzione sul pianeta. L’idea è interessante, ancora di più perché, per raccontarla e portarla avanti, sono stati scelti luoghi simbolo del divertimento, templi dell’evasione come il club all’aperto Ushuaïa di Ibiza. Qui, lo scorso anno, è stato organizzato un evento di musica elettronica al quale hanno partecipato dj del calibro di Black Coffee e Adam Beyer. Sempre a Ibiza, il prossimo 6 ottobre, si terrà il nuovo capitolo dell’attività della fondazione.

Dal dj set all’asta benefica

L’idea, mentre l’evento isolano sarà replicato in Portogallo, è stata quella di organizzare un’asta benefica in una proprietà di lusso costruita ubbidendo a principi ecologici, Sabina, nella quale saranno messi in vendita le opere dell’artista e attivista Robyn Ward. Un talento giramondo la cui ultima serie di lavori, «Plastic nation», è caratterizzata da dipinti iperrealistici su larga scala che mescolano ritratti di gorilla, giaguari, tigri e altre specie in difficoltà, con background astratti (l'artista al lavoro in apertura e qui sotto, le sue opere sono visibili a questo link). Il messaggio è chiaro: la crudeltà contro gli animali, così come la crisi che sta vivendo l’ambiente, sono minacce per la sopravvivenza del nostro ecosistema.

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– Credits: Robyn Ward

Chi c’è dietro

Le menti che hanno voluto dare vita a Maac sono varie: c’è il musicista Jonny White, parte del gruppo di musica elettronica canadese Art Department, Wade Cawood di Pulse Radio e poi Jack Baucher di Tears for tigers, un tour operator sui generis, che permette di essere parte attiva, di persona, nelle attività di salvataggio degli animali in pericolo. «Perché la donazione può arrivare in ogni forma. Può essere arte, musica, anche soltanto una fetta del proprio tempo» spiega Baucher a Panorama.it: «Il nostro evento dell’anno scorso a Ibiza, per esempio, è stato un enorme successo. Abbiamo venduto oltre 4 mila biglietti e l’incasso complessivo è stato di 217 mila euro».

I prossimi passi

«Siamo sempre alla ricerca di opportunità, ovunque si possano presentare» continua Baucher: «Siamo aperti a lavorare con chiunque possa avere un impatto nella conservazione della natura». Nessuna intenzione dunque di rinchiudersi in un recinto o in una gabbia. Sì a pittura, graffiti, esibizioni dal vivo o ampi dintorni, l’obiettivo per il futuro è non limitarsi a una tipologia di genere: «La nostra fondazione non si chiama Techno contro la crudeltà sugli animali, ma Musica contro la crudeltà sugli animali. Vogliamo che il numero più ampio di artisti sia coinvolto.

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