A Loch Ness è guerra sul mostro

Esperti e ricercatori attaccano un operatore turistico, che ha ammesso di aver "taroccato" una foto del presunto mostro scozzese

Nella foto il modello del mostro di Loch Ness, riprodotto all'esterno del Visitor Center di Drumnadrochit, in Scozia. Credits: Getty Images

Eleonora Lorusso

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Altro che mostro: quella che appare nella foto più recente del presunto mostro di Loch Ness altro non è che una gobba in vetroresina. Parola del suo "creatore", George Edwards, 61 anni, di professione operatore turistico. Dove? Naturalmente sulle sponde del lago più famoso di Scozia (e non solo), su cui da secoli aleggia la leggenda di un inquetante mostro, una sorta di grande serpente d'acqua. Mr Edwards ha deciso di uscire allo scoperto, dichiarando apertamente che quello scatto, e soprattutto la presenza del mitico mostro di Loch Ness, è solo una bufala. Insomma, Nessie , come è stato battezzato il mostro, non esiste!

"Lo scatto è finto" ha dichiarato l'uomo, l'ho fatto un po' per divertimento" ha ammesso, spiegando però che non si tratta solo di una burla. In realtà il 61enne, che al Daily Mail ha detto anche che era stufo di ingannare la gente e che finora aveva continuato a sostenere l'autenticità della fotografia per poter lavorare. E' noto, infatti, che la principale fonte di guadagno in questo angolo della Scozia è rappresentata proprio dalle decine di turisti che vi accorrono incuriosite, nella speranza di avvistare Nessie.

Il signor Edwards aveva dunque pensato di realizzare una gobba in vetroresina per girare un documentario, nel 2011. Lo scatto che l'ha immortalata, però, ha rappresentato fino ad ora l'unica "prova" dell'esistenza del mostro, oltre alla foto del 1934, dalla quale prese avvio la leggenda sulla sua esistenza. Ma l'operatore turistico a quanto pare sembra essersi stufato di mantenere il segreto, forse anche per le pressioni della "concorrenza", che è rappresentata dal Loch Ness Center and Exhibition, l'altra agenzia turistica del paese che si spartisce il business con quella di Edwards, la Nessieland. Se la prima preferisce un approccio più scientifico e non ha mai esistato a bollare come invenzione fantastica l'esistenza di Nessie, Edwards aveva bisogno di qualche "appiglio" per continuare a portare in visita i turisti con la sua Nessieland.

E adesso? Ora che Edwards ha ammesso di aver imbrogliato, falsificando la foto, cosa succederà? Probabilmente non cambierà nulla, anche perché persino la foto degli anni '30 si rivelò un falso: 50 anni dopo lo scatto, infatti, il Loch Ness Center dimostrò che quello che appariva come un mostro non era altro che un sottomarino giocattolo, dal quale spuntava una testa di serpente. Eppure negli anni la gente ha continuato a visitare questi luoghi.

Edwards, comunque, non si è limitato a fare "outing", ma ha anche presentato una formale protesta presso la Camera di Commercio locale, lamentandosi del fatto che l'approccio "eccessivamente scientifico" alla faccenda rischia di danneggiare l'economia e il turismo del posto. E tanto per essere chiaro ha fatto un esempio, scomodando persino Walt Disney: "Pensate a cosa succederebbe se il signor Shine (direttore del Loch Ness Center, Ndr) o il signor Raynor (altro esperto ricercatore, Ndr) arrivassero in America e andassero a Disneyland a dire ai bambini che Topolino non esiste, di non credere a quella robaccia. E' quello che stanno cercando di fare qui".

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