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Sara Tommasi chiede i danni al produttore del video hard

L'avvocato Alfonso Luigi Marra: "Dieci milioni per tutelare la sua immagine". Previsti altri film in uscita

Sara Tommasi

Sara Tommasi – Credits: (Olycom)

Sara Tommasi tira fuori le unghie e dichiara battaglia "a chi ha sfruttato la sua immagine". L'ex showgirl, uscita da poco dall'ospedale dove era stata ricoverata, vuole bloccare i profitti del video hard "girato in stato di palese incapacità, all'epoca, di intendere e di volere". Ad annunciarlo il suo avvocato, ex fidanzato Alfonso Luigi Marra che in un comunicato scrive: "Sara Tommasi intende richiedere il sequestro  delle somme tutte ottenute dalla commercializzazione del film o dei  film, e comunque la somma di 10 milioni di euro di risarcimento danni  patrimoniali e non patrimoniali per il primo film, e di 5 ulteriori  milioni di euro per la pubblicazione di ogni ulteriore altro".

Il produttore Federico De Vincenzo avrebbe ulteriore materiale per farci altri tre film: il secondo dovrebbe uscire a  giorni mentre gli altri due sono in fase di post produzione e non è chiaro se potranno andare sul mercato. Secondo l'avvocato Marra quest'ultimi sarebbero stati realizzati  addirittura con l'inganno, affermando che Sara avrebbe partecipato all'iniziativa convinta che fosse solo per un calendario. Nonostante i certificati medici che definivano la Tommasi in stato  di "delirio psicotico" e incapace di intedere e volere, De Vincenzo l'avrebbe utillizzata per girare le scene hard. E ora l'ex showgirl passa al contrattacco volendo tutelare la sua immagine da tempo compromessa. Nel comunicato, l'avvocato annuncia: "L'azione civile sarà intrapresa con urgenza, in via cautelare".

Nel comunicato sono presenti anche le dichiarazioni della madre di sara da tempo al fianco della figlia: "Ribadisco ora - scrive Cinzia Cascianelli - la mia intenzione di sporgere da oggi in poi denunce contro chiunque cercherà di usare, sfruttare o manipolare Sara per pseudo lavori. Lei ha ancora, e ora più che mai, bisogno di tranquillità, riposo e cure, come da prescrizione dei medici che la seguono".

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