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Platinette: "Ecco chi siamo io e Mauro"

Il lancio del nuovo album della subrette, “Perle Coltivate”, che esce oggi, è l’occasione per una chiacchierata a cuore aperto con la vera signora della tv

Platinette alla presentazione del suo album "Perle Coltivate"

Un album dedicato a Giuni Russo e a tutte le donne della vita di Platinette: alla madre, alla sorella, all’assistente, ad amiche incontrate nuovamente dopo molti anni e anche a “new entry”, come spiega lei stessa. Un album per ringraziarle tutte. Anche quelle cantanti “che dapprima ho amato come fan, e dalle quali poi in molti casi ho goduto del privilegio di un’amicizia” recita la copertina del Cd. “La realizzazione di quest’album è stato un po’ come ricostruire un percorso insensato attraverso la figura femminile, dove anche le canzoni arrivano ad essere simboli di tipologie femminili tra le più distanti e diverse”, spiega Platinette. E non appena si ascolta la prima traccia – sono 13 in tutto – emerge tutta la malinconia di un passato che non si vuole lasciare andare, ma che purtroppo, neanche a richiamarlo con tutte le forze, ritornerà.

E’ davvero così Plati, fatichi a staccarti da un passato che tanto hai amato?

Sai, c’è un momento della vita in cui ti accorgi che il vento è cambiato, o per lo meno sta cambiando: io questa sensazione l’ho provata quest’anno. Mi sono reso conto di avere ormai poco tempo a disposizione per fare tutto quello che ho in mente e perciò devo correre, devo accelerare e sparare tutte le cartucce che mi rimangono. E ne ho ancora parecchie da sparare…

E’ per questo motivo che arriva proprio adesso questo album?

Certo. L’anima incomincia a perdere, poco alla volta, tutti i suoi punti di riferimento e di conseguenza li cerchi altrove. Mi sono accorto che il lavoro è parte essenziale della mia vita. Che io esisto grazie al mio lavoro. E poi arrivato a quasi 60 anni mi è tornata una gran voglia di “troionismo” senza precedenti! Vorrà pur dire qualcosa, no?

Difficile fare i conti con realtà così diverse?

E’ da una vita intera che faccio i conti con due realtà e non è sempre così facile. Non basta mettersi una parrucca per trasformarsi in Platinette o togliersela per tornare ad essere Mauro. Sono una donna nel mondo dello spettacolo e un uomo nel privato e, in un Paese come il nostro, è già un miracolo essere riuscito ad arrivare fin qui. Devo ringraziare solo Maurizio Costanzo di questo che un giorno mi ha messo di fronte alla mia fragilità e mi ha “costretto” a non vergognarmi. Sì, perché dalla debolezza non bisogna nascondersi, è proprio grazie a questa che si scoprono i nostri lati più profondi. E io adoro questa mia versatilità. Ma soprattutto mi piace il fatto che alla mia età non abbia paura di nascondermi.

Quella ritratta in copertina è una Platinette che mostra gambe bellissime e un décolleté appena pronunciato che spunta da un tailleur nero...

Devi sapere che nessuna dieta ha funzionato con me. Non esiste dieta Dukan, Weight Watchers, Atkins o Zona che tenga: l’unica che funziona veramente è quella di photoshop. E io sono ricorso proprio a quella. Sono bella vero?

Da giudice di talent show che voto ti daresti? Saresti ancora in gara o eliminato?

Mi darei una sufficienza data dall’insensatezza. Poi mi direi: sei molto intonato ma senza fiato; devi insistere sulla parte recitata e non ti azzardare a voler cantare a tutti i costi. Se Maria – De Filippi, ndr – decidesse di fare Amici Over io mi candiderei subito.

Come è stato il trasloco da Radio Deejay a Radio Montecarlo?

E’ tutto così diverso. Sono stato per 12 anni a Deejay, dove ho fatto realmente il disc-jockey, e senza nessuna censura: ho sempre detto ciò che volevo, anche quando risultava scomodo. Oggi faccio un po’ fatica a “trattenermi”, ma mi rendo conto di essere in una radio molto chic ed elegante e non posso andare a ruota libera. In compenso mi hanno messo a disposizione una valanga di forza lavoro cui mi sto abituando. Diciamo che per Radio Montecarlo sono un po’ una croce!

Parliamo un po’ di gossip: Belen finalmente ha annunciato la tanto attesa (per lei e per tutti) maternità…

I sudamericani sono così diversi da noi, non hanno retaggi culturali di cui preoccuparsi e per loro è tutto più facile e sicuramente si sentono più liberi. Belen è l’archetipo di tipologia femminile: un mix perfetto di business e passione. Detto fra noi io non ne voglio più sapere! A mio parere dovrebbe fare due, e anche tre, passi indietro e ritirarsi a vita privata, magari in Argentina, fino alla nascita del pargolo. Ma non credo avvenga. Sai cosa mi preoccupa del mondo dello spettacolo più che la gravidanza di Belen? Il sesso facile che si fa. Ovunque e con chiunque. Mi auguro che tutti questi vip chiedano il certificato di buona salute prima di andare a letto con qualcuno senza il preservativo. Perché non si parla più di Aids ma esiste ancora.

Questa stagione mancheranno sullo schermo reality storici come Il Grande Fratello o L’Isola dei famosi. Stiamo assistendo a una crisi di un format ormai consolidato o forse più semplicemente si cerca altro?

Io credo che la formula in sé funzioni. Quello che è in crisi non è il reality quanto il recupero dei concorrenti adatti a un certo tipo di format. Ormai si è visto di tutto e la tendenza all’esagerazione è dietro l’angolo. Anche la Tv come me si crogiola nel passato: abbiamo i nostri idoli e ci fissiamo su ciò che ci garantisce sicurezza e non intacca le nostre convinzioni.

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