A spasso per gli States: la partenza e i contrattempi

Tra cellulari persi e litigate con il fidanzato il racconto di uni viaggio estenuante per arrivare a San Francisco

San Francisco

In vacanza negli States: San Francisco – Credits: (Olycom)

Martina Panagia

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Finalmente. Eccomi a San Francisco! Sono le 17.10 ora locale, le 02.10 in Italia. Sono sveglia da più di 24 ore ed ho bisogno di una doccia e di un letto, ma sono felice perchè ho sognato questa città per mesi, ho costruito le tappe del mio viaggio ad una ad una e mi sono creata  enormi aspettative per questo road trip in giro per gli States. Piena di entusiasmo non mi faccio abbattere da nulla, anche se devo ammettere che il giorno della partenza non è stato proprio dei migliori. Anzi, è stato un vero disastro. Lo riassumo in una tabella oraria per rendere meglio l'idea.
03/08/12
h 1.00: litigata furiosa con il fidanzato beccato a fare via sms il cretino con un'altra, discussione resa ancora più infuocata a causa del nervosismo per la partenza imminente e dal fastidioso peso sullo stomaco causato da un'abbondante cena a base di pasta e salsiccia. Sconsigliata se dovete svegliarvi dal lì a 5 ore.
h 6.00: sveglia, colazione, doccia e check veloce di controllo bagagli. Chiamata taxi, arrivo taxi ed inchiodata del taxi. Ho lasciato il cellulare a casa sulla mensola. Retromarcia del taxi
h 7.30: arrivo a Linate, ingresso in aeroporto. Panico: stavolta il fidanzato ha dimenticato il cellulare. Sul sedile dell' auto. Chiamata allo 024040, febbrile attesa che il taxi torni indietro. 20 € all'autista per il disturbo.
h 9.00: check in, controlli sicurezza, voglia di fumare una sigaretta stipata in un loculo fumatori di 2mq con sistema di areazione carente. Imbarco per Charles De Gaulle
h 10.07: strafiga taglia 40, tacco 15 e 4' di seno assegnata al posto di fianco al mio fidanzato.
h. 11.35: scalo a Parigi. Noto che il mio cellulare non ha linea. Nemmeno quello del fidanzato. Scopriamo che avendo appena cambiato operatore telefonico  e non avendo ancora ricevuto e pagato la prima bolletta, le nostre SIM non sono abilitate all'estero. Niente linea = niente cellulare = niente chiamate a casa= mia mamma che impazzisce e chiama l'FBI.
h14.18: nuovo imbarco, destinazione San Francisco. Mi dicono che la situazione telefono è salvabile perché ci si può attaccare ai wifi pubblici per mandare mail e chiamare con Skype. Mia mamma ringrazierà. Prendo posto, la strafiga è sparita e vicino al mio fidanzato c'è un ciccione. Forse le cose ricominciano a girare per il verso giusto.

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