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Smartphone & Tablet

Cambiare operatore mobile: 6 domande da farsi

In prossimità delle feste tante persone hanno ricevuto proposte per tornare al vecchio operatore mobile. Ecco alcune regole per capire se conviene

Sarà la crisi ancora persistente o l'abitudine a risparmiare dove si può, ma le telefonate e gli sms degli operatori mobili hanno acquisito una valenza diversa: da una frequente scocciatura alla possibilità di passare ad un piano con un'offerta migliore. Da un certo punto di vista sono oramai poche le "bandiere" nel panorama della telefonia mobile. Difficilmente un utente resta per anni con la stessa azienda vista la corsa senza sosta al volersi accaparrare quanti più abbonati possibile. Può bastare un innalzamento di soglia a far cambiare idea e tuffarsi nelle braccia di una nuova compagnia? Purtroppo si anche se poi arrivano i "ma" e i "però". I dubbi col nuovo gestore vanno fugati sin da subito. Ecco i principali.

La copertura

Dovete partire da qui: "quanto prende" quell'operatore nella zona in cui abitate? E in quella dove lavorate? Durante l'anno fate un paio di vacanze fisse? Controllate anche lì la qualità del segnale se mi serve il tethering. Le principali compagnie italiane hanno una sezione dedicata del proprio sito alla copertura nazionale. Lamentarsi dopo per una sola tacchetta è inutile.

Durata minima

Sta diventando una rarità ma non è scontata: il passaggio al nuovo operatore ha dei limiti minimi di tempo? Cioè: bisogna restare clienti per un certo periodo senza potersi svincolare prima? Domanda fondamentale se siete indecisi e non volete correre il rischio di affidarvi ad un'azienda con la quale, per mille motivi, potreste non trovarvi bene.

Costi extra

Al telefono vi parlano di passaggio gratuito e spesa mensile. Tutto vero, ma bisogna considerare un paio di costi aggiuntivi. Prima di tutto quello di attivazione; i principali fornitori richiedono una tassa che, esperienza personale, può arrivare anche a 18 euro. A questa dovete aggiungere circa 1,50 euro per il trasferimento del credito dalla vecchia sim alla nuova. Insomma di gratuito, almeno all'inizio, c'è ben poco.

Telefonate, sms, internet

Se state pensando a cambiare operatore sarà perché quello nuovo vi ha proposto soglie più alte. Ma vi servono davvero? A differenza del passato quelle per le telefonate si abbassano sempre più. Non è un caso: con l'avanzata di Skype, Facebook Messenger e le chiamate via WhatsApp, si sente sempre meno l'esigenza di avere tanti minuti. Un discorso simile per gli SMS. Vale allora la pena puntate sulle soglie internet che, inversamente, stanno aumentando con una media di offerta che è di circa 2 GB al mese.

Scatti settimanali o mensili

Una volta appurato che il nuovo piano è effettivamente conveniente cerchiamo di capire ogni quanto le soglie vengono azzerate e in che misura sono disponibili al consumo. Facciamo l'esempio di internet. Con il mio nuovo piano ho 4 GB mensili, da consumare via smartphone o connettendo il computer al cellulare quando ne ho bisogno. Il fatto è che quei 4 GB sono divisi in 1 GB settimanali. Quindi se nell'arco di 30 giorni ho bisogno di 15 lunghe giornate di utilizzo sfrenato e altre 15 di totale assenza di connessione, non potrò sfruttare i 4 GB in sole due settimane ma sarò costretto a fruirne con cadenze di sette giorni.

Qualità dell'assistenza

Apriamo il vaso di Pandora dell'assistenza tecnica. Qui non potete far nulla se non chiedere ad amici e parenti il loro parere sulla qualità del servizio offerto via telefono. Ma c'è di più: negli ultimi mesi ha preso piede il lato social della customer relationship così gli operatori sono contattabili direttamente via Facebook e Twitter, dove si possono ricevere risposte, consigli e suggerimenti. Le cose sono migliorate parecchio con il web ma la perfezione anche se la perfezione è ben lontana dall'essere raggiunta.

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