Spazio

Gli avvenimenti e le scoperte spaziali più importanti del 2017

Dalle onde gravitazionali, che sono valse il Nobel, ai nuovi mondi alieni e particelle subatomiche, è stato un anno eccezionale per la fisica

Hubble

Angelo Piemontese

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Il 2017 è stato senza dubbio l’anno delle onde gravitazionali.

Queste increspature dello spazio tempo, che si producono dall’interazione di oggetti di massa smisurata come buchi neri o stelle giganti, sono state osservate dagli appositi interferometri LIGO negli USA e, altro unico rilevatore al mondo, da VIRGO in Italia.

Finalmente, grazie a questi strumenti, possiamo “osservare” quello che succede quando corpi celesti “invisibili” come i buchi neri si scontrano o si fondono tra loro.

Durante tali fenomeni, infatti, la grande forza di gravità degli oggetti genera delle alterazioni nel reticolo spazio temporale (che costituisce la matrice dove risiede tutta la materia dell’universo) che si propagano in tutte le direzioni alla velocità della luce, investendo anche il nostro pianeta.

Ma queste oscillazioni sono così piccole che per catturarle servono apparecchiature sensibilissime, che solo nel 2015, dopo decenni di ricerca, la tecnologia ha permesso di realizzare.

Ai padri della realizzazione degli interferometri per la loro rilevazione è stato assegnato il Nobel per la fisica, e, appena un paio di settimane dopo, è stata annunciata l’osservazione delle onde scaturite dallo scontro di due stelle di neutroni, che ha permesso di chiarire come si formano nel cosmo gli elementi pesanti quali oro, argento e platino.

Sono le più importanti scoperte scientifiche del decennio e, fino a questo momento, del secolo. Perché hanno rivoluzionato l’astronomia, rendendo visibile l’invisibile.

Alla ricerca di particelle sfuggenti

Dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo il passo è breve. Presso i laboratori Nazionali dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare sotto il Gran sasso è stato inaugurato XENON1T, un enorme rilevatore che darà la caccia alle WIMPS, particelle ritenute essere i mattoni della materia oscura, che come suggerisce il nome, è appunto materia invisibile a tutti i telescopi, ma, secondo gli astrofisici, costituirebbe la maggior parte della massa dell’universo.

Il Large Hadron Collider, l’acceleratore di particelle presso il Cern di Ginevra, ha invece scovato la particella Xi, anch’essa da lungo tempo teorizzata dai fisici, ma mai osservata in natura. La scoperta consente di capire meglio la forza che tiene uniti i costituenti dei nuclei atomici e quindi della materia (ordinaria) stessa.

Tanti nuovi pianeti sempre più simili al nostro

Quest’anno è stato un tripudio per i cacciatori di pianeti extrasolari. A febbraio è stato individuato, a soli quaranta anni luce da noi, un sistema con sette pianeti simili alla Terra.

Orbitano la piccola stella Trappist-1 (dal nome dello strumento che ha consentito la scoperta) e tre di loro si trovano alla distanza giusta per avere in superficie condizioni favorevoli alla vita.

Cosa manca per renderli potenzialmente abitabili? La presenza di acqua. Ma qualche mese dopo, tramite osservazioni eseguite col telescopio spaziale Hubble, è arrivato il clamoroso annuncio: tutti i pianeti intorno a Trappist-1 hanno avuto (e alcuni potrebbero ancora avere) oceani in superficie.

Si stringe così sempre più il cerchio attorno ai possibili candidati per la vita extraterrestre. Dai dati raccolti dal telescopio Kepler, costruito e spedito apposta in orbita per trovare mondi alieni, gli astronomi hanno ricavato informazioni che hanno permesso di individuare dieci pianeti simili alla Terra e che potrebbero essere abitabili.   

E un gemello del nostro mondo è stato scoperto, questa volta da un osservatorio terrestre, a soli undici anni luce da noi. Si trova attorno a una nana bruna e ha un clima temperato, proprio come il nostro.

Insomma, date queste premesse, anche il 2018 si preannuncia un anno eccezionale per le scoperte di nuovi pianeti extrasolari simili alla Terra.

Le missioni spaziali

A settembre la sonda Cassini, lanciata nel 1997 con destinazione Saturno, ha concluso la sua epopea dopo tredici anni passati a girovagare attorno al grande pianeta gassoso e le sue lune, tuffandosi nella sua atmosfera.

È stata l’avventura spaziale più entusiasmante mai effettuata da una navicella robotizzata: grazie a questa missione sono stati svelati i segreti degli anelli di Saturno, della sua atmosfera e sono stati scoperti nuovi satelliti intorno al pianeta.

Le migliaia di immagini ad alta risoluzione inviate a terra hanno sbalordito tutti, rivelando particolari e dettagli mozzafiato che mai avremmo potuto vedere dalla Terra. Una rivoluzione anche nel campo delle nostre conoscenze sulla formazione del Sistema Solare e sulla sua evoluzione.

Difficilmente la nostra generazione assisterà ad un’altra missione così eccezionale.

Ma l’esplorazione del cosmo continua. Le sonde Voyager, partite nel lontano 1977, sono ormai giunte al di fuori del nostro sistema e stanno viaggiando nello spazio interstellare, dove nessun oggetto costruito dall’uomo è mai arrivato.

Dopo 40 anni funzionano ancora perfettamente: a dicembre è stato riacceso il motore della Voyager I, rimasto inattivo per 37 lunghi anni.

Sulla Terra però gli scienziati non sono rimasti con le mani in mano a vivere di gloria passata: quest’anno è stato lanciato il primo razzo riciclabile: realizzato dall’azienda Space X (del magnate Elon Musk) è in grado di portare in orbita satelliti e consegnare vettovaglie alla Stazione Spaziale Internazionale e poi di tornare a terra pronto per essere riutilizzato.

Oltre all’abbattimento dei costi per i lanci spaziali, offre nuove soluzioni alla Nasa in vista di future missioni con equipaggio umano.

Musk ha annunciato che vuole portare in orbita due turisti e poi organizzare una sorta di crociera intorno alla Luna: nonostante il prezzo stellare, in questo caso l’aggettivo ci sta tutto, sembra che ci siano già persone pronte a staccare assegni a sette zeri per farsi questo viaggio memorabile.

La cosa è fattibile o si tratta solo di una sparata “spaziale”? Be’, abbiamo tutto il 2018 per scoprirlo e saperne di più, per il momento possiamo rivivere e riflettere sugli avvenimenti dell’anno che si sta chiudendo, poi si vedrà.


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