Spazio

Arrivano le Geminidi, le stelle cadenti di dicembre

Il picco dello sciame meteorico è previsto la notte del 14, ma fino al 17 si potranno vedere fino a una meteora al minuto

geminidi2017

Angelo Piemontese

-

L’ultimo spettacolo astronomico del 2017 è alle porte. Da 4 dicembre, infatti, il nostro pianeta sta attraversando una zona della sua orbita nello spazio dove pullulano milioni di piccoli frammenti rocciosi, minuscole particelle di polvere che entrano nell’atmosfera terrestre e si incendiano dando origine al fenomeno delle Gemindidi.

Sono le stelle cadenti di questo mese e si possono osservare in cielo vicino alla costellazione dei Gemelli, da cui prendono il nome, fino al 17 dicembre incluso.

Lo sciame di bolidi infuocati avrà un picco la notte del 14: per quest’anno sono previste dalle cento alle centoventi meteore ogni ora.

Nelle notti seguenti la frequenza diminuirà pian piano, con una media di circa sessanta per ora, vale a dire una ogni minuto.

Naturalmente in condizioni di osservazioni ottimali, cioè con cielo limpido e sereno e lontano da luci artificiali, dove la volta celeste non è soggetta al disturbo luminoso di lampioni e altre fonti di illuminazione.

Che cosa sono le Gemindi

Sono piccoli corpi celesti che vagano nello spazio, grandi al massimo quanto un chicco di riso, che si ritiene siano stati originati dall’asteroide 3200 Phaethon, un corpo roccioso di cinque chilometri di diametro che compie un giro intorno al Sole in un anno e mezzo circa.

La loro genesi è piuttosto insolita, poiché gli sciami di meteore sono di solito prodotti dai residui del passaggio di comete, come per esempio le più famose Perseidi (le lacrime di San Lorenzo del 12 agosto), che si formano dai frammenti lasciati dalla cometa Swift-Tuttle che periodicamente incrocia l’orbita terrestre.

Mentre il meccanismo per cui si producono questi frammenti da una cometa è piuttosto banale (quando arriva vicino al Sole il ghiaccio del nucleo comincia a sciogliersi e a formare la coda di detriti), ancora non si capisce bene come invece 3200 Phaethon lasci dietro di sé questi minuscoli pezzettini, dato che gli asteroidi non si squagliano col calore.

Probabilmente sono detriti di un impatto avvenuto in passato e che hanno sgretolato un po’ la superficie del corpo celeste.

Comunque sia, quando sbattono contro l’atmosfera terrestre il calore generato dall’attrito con l’aria li surriscalda fino a farli bruciare completamente. Da qui derivano le effimere scie luminose che possiamo osservare in cielo.

Quando guardare e cosa aspettarsi

Già dalle 22 la costellazione dei Gemelli, da dove arrivano la maggior parte dei bolidi luminosi, è già alta in cielo, verso est, e rimane visibile tutta la notte.

Il bagliore della luna quest’anno non procurerà alcun fastidio. Sorge infatti a notte inoltrata (dalle 3 e 40 del 14 dicembre fino alle 5 del 17) quando, data la temperatura e l’orario, ben pochi saranno ancora in piedi a guardare lo spettacolo.

E comunque, per chi fosse invece così resistente al freddo o desideroso di stare all’aperto fino a quell’ora, il nostro satellite ci mostrerà una falce illuminata di solo il 15% rispetto alla luna piena.

Negli ultimi anni le Geminidi hanno superato le Perseidi quanto a numero di meteore osservabili: nel 2015 la media è stata di 185 stelle cadenti l’ora, mentre nel 2014 di ben 250.

Secondo gli esperti anche il 2017 potrebbe rivelarsi sorprendente: le stime indicano appunto un picco intorno alle 120 meteore per ora nella notte del 14, ma potrebbe verificarsi un incrementi fino a 200, se ci saranno le condizioni favorevoli.

Per saperne di più:


© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Stelle cadenti di San Lorenzo: ecco come e quando vederle

Le Perseidi attese la notte del 12, ma anche in quella precedente e successiva si vedranno fino a 80 meteore l’ora

Scoperto il primo asteroide proveniente da un altro sistema planetario

È un oggetto molto stano, gli astronomi ritengono arrivi dalla stella Vega e sia entrato nel Sistema Solare 300mila anni fa

Asteroide verso la Terra: mai un corpo così grande e vicino in 13 anni

2014 JO25, scoperto tre anni fa, il 19 aprile passerà a soli due milioni di chilometri dal nostro pianeta, ma senza rischi di impatto

Commenti