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Da orrioppo a goomba, 12 parole inventate dagli italo-americani

Ecco alcuni "nuovi" termini davvero particolari. Spesso derivano dalla storpiatura dell'inglese, altre volte hanno un'origine davvero travagliata

Si sa che gli stranieri amano particolarmente la musicalità della lingua italiana. Parole come "mozzafiato" o "rocambolesco" affascinano molto gli americani. Ma proprio dagli States, dai migranti italiani ormai diventati italo-americani, sono nati termini che più che musicali sono astrusi. Quando, decenni or sono, una volta superata la selezione di Ellis Island, si sono ritrovati a vagare per le strade di Manhattan, ai dialetti regionali e patri hanno sovrapposto i termini di una lingua nuova, quella della nuova patria, ed ecco che sono sbucate parole del tutto inventate. 

Babbel, la app per imparare le lingue facilmente, ci indica 12 parole inventate dagli italo-americani ormai entrate nell'uso comune, ancora utilizzate dai figli e dai nipoti di quei vecchi viaggiatori. Eccole.

Orrioppo

Questo strano vocabolo, che all'apparenza sembra il nome di un formaggio stagionato, è in realtà una storpiatura dell'esortazione "Hurry Up!", che significa "Sbrigati!". Da qui l'improbabile "Orioppo".

Vascinga mascina e Vachiuma clima

"Vascinga mascina" e "vachiuma clima" danno rimandi quasi inquientati. Non sono i nomi dei protagonisti dei cartoni animati giapponesi degli anni Settanta e Ottanta. Si riferiscono piuttosto a degli elettrodomestici. La perfetta casalinga italo-americana puliva casa con la "vachiuma clina" (da "vacuum cleaner", che significa "aspirapolvere") e si occupava del bucato grazie alla "vascinga mascina" ("washing machine", ovvero "lavatrice").

Bisinisse, giobba, bosso

"Che cosa faccio a New York? Ho iniziato con una giobba e un bosso ma adesso ho il mio bisinisse". L'italo-americano in questione sta raccontando ai suoi parenti rimasti nel Belpaese che mentre al suo arrivo aveva un lavoro ("giobba" da "job") con un capo ("bosso" da "boss"), ora ha fatto strada ed è riuscito ad aprirsi la propria attività, il "bisinisse" appunto (da "business").

Sciuscià

Quasi tutti conoscono il film Sciuscià di Vittorio De Sica e l'immagine del ragazzino che lustra le scarpe per le strade di Roma. Ma qual è l'origine di questo termine? "Sciuscià" altro non è che l’italianizzazione di "shoe shine", il nome inglese del lustrascarpe.

Goomba

A prima vista è difficile intuire l'origine e il significato di questa parola, ma provando a dirla tante volte: goomba, gumba, gumbà… cumpà! Ecco l'"inglesizzazione" di una parola dialettale italiana.

Broccolini

Anche se gli italiani sono famosi nel mondo per la loro cucina, in questo caso il cibo non c'entra niente. "Broccolini" è la storpiatura di uno dei più famosi quartieri di New York City... Brooklyn!

Toni

Se alcune parole derivano dalla storpiatura dell’inglese (e viceversa), altre hanno un'origine davvero curiosa e travagliata. "Toni", in particolare, rappresenta un’eccezione rispetto a tutte le altre perché non è nata a Little Italy, bensì tra i vicoli di Firenze. Pare infatti che i soldati americani di stanza nel capoluogo fiorentino durante la seconda guerra mondiale, avessero l’abitudine di cucire all’interno delle proprie tute da ginnastica (all’epoca un’assoluta novità per gli italiani) un’etichetta con la dicitura "To N.Y." ("a New York"), per essere sicuri che arrivassero a destinazione. Ed ecco che così si capisce anche perché in Toscana le tute da ginnastica vengono ancora chiamate “toni”.

Carro

Sembra una parola italianissima. In realtà, però, non ha nulla a che vedere con il suo significato originario… o quasi. “Carro”, pronunciata da un italoamericano, è una semplice italianizzazione di “car” (automobile).

Wazza mara you?

"Wazza mara you?" nasce dalla trascrizione della semplice pronuncia di "What’s the matter with you?" ("Qual è il problema?"). 

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