Sergio Luciano

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Sulla sanità le cose vanno bene, anche molto bene; sulle infrastrutture invece c’è ancora molto da fare. Ma Stefano Bonaccini, governatore della Regione Emilia Romagna, approfitta dell’intervista pubblica con Panorama d’Italia – condotta a Palazzo Rasponi dal direttore di Panorama Giorgio Mulè – per fare i conti sulle iniziative svolte in un anno (dall’intervista del 2015, a Modena) per rilanciare la sua sfida e per invitare il segretario-premier del PD Matteo Renzi a dare una sterzata alla classe dirigente e segnare un nuovo inizio.

Vaccinazione obbligatoria

In Emilia Romagna diventerà obbigatoria la vaccinazione per tutti bambini che vogliono iscriversi ad asili nido, inizia col dire, confermando le indiscrezioni: “È una norma che vareremo lunedì 4 luglio e su cui abbiamo raccolto molti consensi”. “Ero da tempo sicuro che fosse la scelta giusta”, aggiunge Bonaccini, “ed ho deciso di prenderla quando ho visto che con il tasso di vaccinazione eravamo scesi sotto il 95%, che pur essendo comunque ottimo è indicato come la soglia al di sotto della quale i bambini che per motivi di salute - come malatie immunitarie o altro - non possono vaccinarsi, corrono rischi patologici particolari”.

“Credo che con questo provvedimento incrociamo il sentimento di chi ha a cuore la tutela della sanità. Credo che le Marche e la Toscana e forse anche la Lombardia seguiranno, e penso che anche il Ministero della Salute è interessato a monitorare l’evoluzione della nostra iniziativa”.

La spesa sanitaria 

È salita quest’anno da 109 a 111 miliardi di euro di cui 8 vanno all’Emilia Romagna. La Regione ha risparmiato 180 milioni con le centrali d’acquisto. Così le liste d’attesa si sono accorciate e il 98% delle prestazioni viene erogato entro i 60 giorni, anche grazie all’assunzione di 149 nuovi professionisti.

Le infrastrutture

Molto c’è da fare sul fronte delle infrastrutture, invece. Bonaccini ha riconosciuto che “l’interconnessione nord-sud in acuni casi è quasi medievale. Ma per Ravenna e Ferrara "posso prendermi un impegno preciso" dice. "Entro qualche mese verremo a Ravenna a firmare un’intesa quadro sui collegamenti. Abbiamo già ottenuto mezzo miliardo di euro di investimenti per il tratto della E45 della Mestre-Orte che passa in Regione, il ministro Del Rio a Ferrara ha firmato per il completamento dell’anello delle tangenziali, e abbiamo altri 400 milioni di euro tra investimenti pubblici governativi e regionali e project financing per quattro progetti stradali importanti, compreso il by-pass di Candiano, che dobbiamo realizzare assolutamente in questa legislatura. Per il Porto di Ravenna ci sono oltre 200 milioni di budget che la nuova autorità spenderà per scavare tre metri di fondale in più rilanciando l’attività e creando migliaia di nuovi posti”.

Il Pd e la politica  

Interessante poi l’analisi del recente voto amministrativo. “Io credo che Renzi debba costituire un nuovo gruppo dirigente al vertice del partito e penso che lo farà nelle prossime settimane”, ha detto, specificando di non essere “contrario a che il premier sia anche segretario del suo partito. È una formula che ricorre in tutta Europa, il tema è avere vicino persone che si occupino di più del partito. Non perché i partiti debbano tornare a quel che erano nel 900 ma devono essere comunque una forza radicata nella società”.

Quanto a se stesso, “sto facendo il presidente dell’Emilia Romagna e il presidente dell Conferenza Stato-Regioni! Non mi sarebbe possibile fare anche altro”. Passando all’analisi politica del recente voto, Bonaccini rileva che oltre alla vittoria dei Cinquestelle risalta anche la sconfitta della Lega che oggi in Lombardia, dove governa alla Regione, non governa più in nessuno dei dodici comuni capoluoghi di provincia.

“Quanto a noi del Pd”, aggiunge il governatore dell’Emilia Romagna parlando a Ravenna, “dobbiamo trarre da queste elezioni una lezione. Non si vince più in nessun luogo, neanche in Emilia Romagna, dove pure siamo andati bene, solo per la nostra storia e il nostro radicamento territoriale, mentre si può ambire a vincere, com’è accaduto a Varese, dove da quarant’anni non eri mai stato competitivo. Dal punto di vista nazionale, ci vuole cautela nei giudizi sommari. Se abbiamo vinto bene in Emilia è anche perché a Parma i Cinquestelle governano da tempo, il sindaco  Pizzarotti è una brava persona ma i miracoli non li fa. Quando arrivi, dici che risolverai tutto e poi non lo fai, i cittadini riflettono. Adesso Roma e Torino saranno banchi di prova severi… Anche in Emilia del resto, noi stessi abbiamo accusato qualche colpo, per esempio se abbiamo ripreso Cesenatico abbiamo perso Cattolica”.

“In generale, credo che il Pd debba andare avanti sulle riforme ma avere più ascolto verso la società”, conclude il governatore dell’Emilia: “Alcuni blocchi sociali, come quelli della pubblica Amministrazione e della Scuola, che tradizionalmente ci votavano, qualche elemento di inquietudine ce l’hanno: per esempio, dobbiamo avere più attenzione nei loro confronti”.

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