La sua canzone è una delle più ascoltate nelle radio, ha già un disco d’oro per le oltre 25 mila copie vendute e fa il tutto esaurito nelle tappe del tour. Francesco Gabbani, 33 anni da Carrara arriva a Perugia fresco di concerto milanese e si racconta ad Alfonso Signorini, direttore di Chi, e al direttore di Panorama, Giorgio Mulè, che lo intervistano nell’evento di chiusura della tappa umbra di Panorama d’Italia.

La scalata
Dalla vittoria del Festival di Sanremo nella sezione giovani con Amen è tutto un moltiplicarsi di riconoscimenti per un musicista come lui che aveva quasi rinunciato al successo. “Facendo musica da tanto ho avuto momenti in cui ho perso entusiasmo perché non arrivavano i risultati, forse perché li cercavo troppo. Poi ho capito che dovevo agire diversamente: ho cominciato a scrivere per me stesso”. E il risultato è arrivato.

È bastato che venisse lanciato un nuovo singolo, Eternamente ora, che dà il titolo all’album, perché anche questo brano toccasse i vertici delle classiche discografiche. “Io sto vivendo tutto questo in maniera molto naturale - rivela - è un po’ come se i complimenti dessero un senso a tutto quello che ho fatto fino ad oggi”.

Gabbani con le note è cresciuto. I suoi genitori hanno un negozio di strumenti musicali nella città toscana: “era quello il mio parco giochi”. Il suo approccio iniziale è con la batteria, ma poi impara "a strimpellare un po’ tutti gli strumenti”. Suona la chitarra, ma anche il pianoforte e il basso elettrico e, in passato, ha lavorato come fonico e tecnico durante festival e concerti.

“Il percorso che ho fatto - sottolinea - mi ha insegnato a vivere la musica nel presente, senza crearmi troppe aspettative”. E poi, incalzato dalle domande, aggiunge: “io non ho un momento ideale per comporre. Romanticamente penso che le canzoni siano già scritte nell’aria”.

Eliminato e poi ripescato
Gabbani è considerato una delle rivelazioni musicali del 2016. E pensare che era stato eliminato durante il Festival e ripescato per un problema tecnico che aveva coinvolto la votazione della sala stampa: così è riuscito ad entrare in finale qualificandosi primo, ottenendo il premio della critica Mia Martini e il premio Sergio Bardotti come miglior testo. “Sanremo è stato difficile dal punto di vista emotivo proprio per quei 10 minuti di sconfitta”.

Certo, fare il cantante oggi, dice Signorini, è una scelta coraggiosa non molto remunerativa: "Io ancora non lo so, i diritti d’autore arriveranno più in là. Ma non faccio musica per avere per forza un ritorno economico. La gratificazione è una forma emozionale. Lo ritengo un privilegio”. Gabbani ritiene che ogni artista abbia “la propria leva emozionale. Io, per esempio, non credo di essere tecnicamente prestante per quanto riguarda l’estensione vocale. È importante riconoscere i propri limiti per sguazzarci dentro, ecco”.

Il sogno nel cassetto
Gabbani è felicemente fidanzato, “lei fa la tatuatrice, ma io non ho nemmeno un tatuaggio”. Non si sposa, però: “credo nel matrimonio, ma ritengo che non sia necessario per consolidare un’unione”. Cantautore di riferimento? “Un po’ tutti perché non ho mai avuto miti musicali”. Però un sogno nel cassetto ce l’ha: “Duettare con Federico Zampaglione dei Tiromancino, lo considero un grandissimo artista”.

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