Chiara Raiola

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Bambini, tanti bambini e ragazzi hanno riempito il planetario di Milano per il viaggio di Focus nello spazio, nell’ultimo appuntamento con la scienza di Panorama d’Italia. Tutti con il naso all’insù a guardare il cielo e le sue stelle accompagnati dalle parole del curatore, Fabio Peri.

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Dov’è la sonda Schiaparelli?

“Immaginate cosa significa viaggiare nel sistema solare” esordisce Jacopo Loredan, direttore del magazine Focus, “Umberto Guidoni, che è qui con noi, ne sa qualcosa”. Ed è proprio l’astronauta italiano a spiegare cosa è successo alla sonda Schiaparelli nel suo percorso fino a Marte. C’è una foto scattata dalla Nasa che mostra un buco nel quale è finita la sonda europea. “Ma non bisogna considerarlo un fallimento - dice Guidoni - si è trattato di un esperimento utile in vista della missione del 2020”.

Cosa è successo nell’impatto con Marte

La velocità con cui si arriva su Marte è di 21 chilometri all’ora, lo scudo termico che protegge la sonda, una volta superata la barriera di fuoco, si sgancia, poi si apre il paracadute rallentando così la discesa, mentre nell’ultima fase una serie di piccoli razzi l’accompagnano nell’atterraggio. Ecco “è questa fase che non ha funzionato”.

“Era una missione complicatissima - precisa David Avino, Managing Director di Argotec i cui addestratori lavorano presso il centro europeo astronauti di Colonia - l’uomo ha bisogno di esplorare, andare oltre i propri limiti. Non significa solo portare una sonda, ma applicazioni e tecnologie che poi saranno utilizzate anche sulla terra. Molte cose che usiamo sono stati realizzate grazie alla ricerca spaziale nei laboratori della stazione”.

Professione astronauta

Ma cosa significa oggi fare l’astronauta? “Attualmente abbiamo 6 astronauti nuovi che sono stati selezionati su 9 mila candidati - racconta Avino - Adesso si stanno addestrando nella stazione spaziale internazionale che viaggia a 400 chilometri dalla terra”. Studio, forza e determinazione sono caratteristiche indispensabili per diventare astronauti. “È probabile che la persona che per prima metterà il piede su Marte sia già nata. I candidati non vengono solo dal mondo militare, ma anche dalla ricerca. È una lunga salita, dove si fa un addestramento di base per rendere omogenea la conoscenza dei candidati che vengo da settori diversi. Sono 18 i mesi di addestramento fisico e di conoscenza. Ci si allena per le passeggiate spaziali in una piscina e poi in una centrifuga dove si prova l’accelerazione che si vivrà nel momento della partenza per lo spazio”.


Identikit dell’uomo che andrà sul pianeta rosso

La professione è cambiata, afferma Guidoni: “oggi i compiti sono diversi così come la durata delle missioni. I primi voli erano solitari, ora il lavoro è di equipe. L’attenzione all’aspetto psicologico sarà sempre più importante. Quando arriveremo su Marte avremo bisogno di tante professionalità in poche persone”. Ma l’astronauta del futuro - è la convinzione di Avino - “dovrà essere una persona normale e speciale allo stesso tempo con una grande capacità di elasticità e adattamento”.

La tecnologia italiana nello spazio

Avino mostra quindi il modellino di un satellite, tutto italiano, che andrà nello spazio nel 2018 con una missione americana: “andremo molto, molto lontano - annuncia il managing director di Argotec - Si chiama Argomoon e punterà dritto verso la luna. Il nano satellite potrà fare tante foto ai satelliti in maniera ravvicinata. Il progetto è piaciuto alla Nasa e così anche l’Italia contribuirà alla missione”.

L’esperienza di Guidoni

E Umberto Guidoni che nello spazio c’è stato per davvero incanta il pubblico raccontando la sua esperienza accompagnato da immagini emozionanti con la partenza dello shuttle, la vita nella stazione e le straordinarie immagini della terra.

Lo spazio con la app per smartphone

A questo punto, il direttore di Focus sposta, letteralmente, il focus sulla realtà, seppure virtuale, introducendo l'esperienza di virtual reality resa possibile dalla Cardboard e dalla app per smartphone realizzate ad hoc dal magazine per i partecipanti all'evento. Indossando la particolare mascherina, senza alzarsi dalla sedia, il pubblico ha potuto esplorare la Stazione Spaziale Internazionale che orbita a 400 km dalla superficie terrestre a 28.000 km/h e curiosarci dentro mettendo il naso nelle stanze private degli astronauti, nelle aree ricreative, nei vari moduli e poi fuori, tutt’intorno, per un’esplorazione spaziale molto particolare.

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