Chiara Raiola

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"Una bellezza da pelle d’oca, una perla incastonata nella pianura padana". Questa è Mantova, la città dei Gonzaga. La guida, Serena Previti, inizia così un racconto incalzante che accompagna gli appassionati d'arte nell’appuntamento d'apertura della seconda tappa lombarda di Panorama d’Italia.

La basilica di Sant’Andrea
La scoperta della città segreta parte da Sant’Andrea, la basilica perfettissima, restaurata di recente, voluta da Ludovico II Gonzaga per custodire il sangue di Cristo. Iniziata da Leon Battista Alberti, per la sua edificazione completa ci sono voluti 318 anni. La visione è mozzafiato per l’ampiezza, per i colori e per la conservazione. All’interno c’è la cappella del Mantegna, pittore legatissimo a Mantova: sua è la magnifica camera degli sposi all'interno del palazzo Ducale. E, in fondo, l’ottagono che protegge la cripta dove è conservata la reliquia, tenuta sotto chiave e liberata solo in occasione della processione, il venerdì santo di ogni anno. "Il soldato Longino che trafisse il costato di Cristo - racconta la guida - si redime e porta a Mantova la terra e la spugna imbevute del sangue di Cristo".

Le Torri di Mantova
La visita prosegue con la descrizione della facciata monumentale della basilica che, incastonata tra le botteghe e gli edifici medioevali, accanto ai quali si trova piazza delle Erbe e il palco del Podestà, spicca in tutta la sua grandezza: "Mantova è una piccola Bologna, ha tante torri come quella dell’orologio con il primo meccanismo realizzato nel '400". La guida sottolinea inoltre la particolarità di un palazzo dalle fatture veneziane come la casa del mercante: "È tutto un gioco di merletti un tempo coperti da lapislazzuli e foglie d'oro".

Il teatro inaugurato da Mozart
Ma è il teatro Bibiena che sorprende: la struttura nasce nel 1767 e viene realizzato in soli due anni. È tutto di legno intarsiato che rimanda un suono pulito, senza eco. I 400 posti sono sparsi nei palchetti tutt’intorno al palcoscenico. "Nel 1770 l’inaugurazione venne affidata a un giovanissimo Mozart", prosegue la guida.

Il palazzo Ducale e la leggenda sulla nascita della città
La visita alla città si chiude lungo strade, con un tour che ha un sapore medioevale e che arriva fino al Palazzo Ducale, il simbolo della città nato per essere una fortezza: "I corpi di fabbrica furono realizzati in tempi diversi per coprire una superficie di 35 mila metri quadrati". Qui mille stanze decorate e preziose custodiscono decine di opere d’arte. Poi la guida prima di congedarsi regala l’ultimo segreto: "Il nome della città? La leggenda narra che Mantova sorga grazie a un’indovina di nome Manto". Un luogo magico, davvero.

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