Sergio Luciano

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"Sì, c’è stata e c’è un po’ di fuga dei cervelli, ma l’erba del vicino non è sempre più verde, ce n’è di buona anche qui": è incisivo e semplice Paolo Pagnanini, l’"inventore" di una giovane azienda tecnologica che da Macerata sta diffondendo i suoi prodotti nel mondo grazie alla ricerca e ai brevetti, nel settore dell’elettronica digitale per il commercio.

Un esempio tra i molti che hanno tenuto concentrata per due ore una platea di addetti ai lavori e di giovani nel Teatro Don Bosco, sede maceratese dell’Università telematica Pegaso, per la tavola rotonda “Macerata e le sue eccellenze”, moderata dal direttore di Panorama Giorgio Mulè.


 

Le ambizioni dei calzaturieri
La storia di una crescita eccezionale è, ad esempio, quella di Loriblu, un’azienda calzaturiera guidata da Annarita Pilotti, che è anche presidente dell’Associazione industriale di categoria che aderisce a Confindustria.

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Con 46 negozi monomarca di cui 30 nel mondo – compreso il Qatar – e mire ambiziose per l’Iran, Loriblu sventola il vessillo dell’internazionalizzazione del made in Italy: “Come Assocalzaturieri ci stiamo sforzando per sostenere i colleghi che esportano, abbiamo inventato un vaucher che consenta alle imprese più piccole di formarsi, di partecipare a workshop, di affacciarsi sui mercati esterni. Ma bisogna metterci il cuore, fare indagini di mercato, studiare e impegnarsi. Ci stiamo battendo per il riconoscimento del made in Italy, soprattutto contro la Germania che sta facendo muro contro di noi".

L'internazionalizzazione
La cifra per capire la forza del "made in" marchigiano è comunque l’internazionalizzazione. Dimensione comune alla Nuova Simonelli, leader mondiale nelle macchine per caffè professionali, con 30 mila pezzi venduti all’anno, quasi interamente all’estero, visto che fatturano in Italia appena il 6%, guidata da Nando Ottavi: “Nel nostro territorio riusciamo ad avere personale giovane che crede nell’azienda, la sente come una seconda famiglia, come se fossero imprenditori in proprio, e questo è un valore molto importante”.

Una storia importante, nella stessa direzione, è quella della Guzzini, guidata da Adolfo Guzzini, presidente della iGuzzini illuminazione, una “multinazionale tascabile” che fattura 225 milioni di euro di cui il 75% all’estero. “Una scelta precoce... pochi anni dopo l’avvio dell’attività pensammo di puntare sull’export considerando il mercato interno già presidiato da marchi importanti”, ha spiegato, “per cui nel ’70 abbiamo creato una joint venture in Jugoslavia per l’Est Europa, nel ’72 siamo sbarcati in Nord America, poi in Giappone, Stati Uniti, Australia, sempre lavorando con l’Ice”.

Con un altro partner pubblico, invece, la Simest – rappresentata al tavolo dall’amministratpore delegato Andrea Novelli - lo sbarco in Cina, con la creazione di una fabbrica partecipata anche dall’agenzia per l’internazionalizzazione del Gruppo Cassa depositi e prestiti: “È stata un’esperienza positiva per entrambi”, ha commentato Novelli, “ed è su questa strategia che stiamo sviluppando la nostra azione lavorando con Sace a una porta unica per l’internazionalizzazione aperta all’imprenditore che vuole internazionalizzarsi”.

L'intraprendenza
Il territorio si presta, dunque, a progetti ambiziosi, con un mix  di intraprendenza, fantasia e tenacia, ma anche disciplina. Ne è prova l’efficienza di un servizio cruciale per i distretti industriali coma la raccolta differenziata che la Cosmari – un’azienda pubblica con 400 dipendenti che aderisce al Cobat, Consorzio raccolta e riciclo – garantisce addirittura al 75%, livello da record in Italia, al quinto posto tra le province.

"Merito di tutti, ma anche e soprattutto di una politica oculata", ha spiegato il presidente Marco Graziani Ciurlanti, "che permette oggi di alimentare una filiera di imprese del riciclo specializzate e floride".


Intraprendenza e internazionalizzazione sono anche le risorse-chiave della Performance Strategies di Marcello Mancini, un’azienda di formazione che lavora per le imprese – sia le piccole che le grandi – proponendo i migliori formatori internazionali per progetti mirati.

Un’altra eccellenza marchigiana, unica nel suo genere, chiamata al tavolo proprio perc la sua particolare natura di impresa che produce "solidarietà": si tratta della Lega del Filo d’Oro guidata dal segretario Rossano Bartoli, che trova a Osimo il suo centro residenziale più grande, con oltre 240 dipendenti, dove sono accolte e accudite le persone sordo-cieche oggetto delle cure di una delle più impegnative e attive realtà del Terzo Settore italiano. "Abbiamo adottato metodologie che ci consentono di tenere conti in ordine”, spiega Bartoli, “dando conto dell’impiego che facciamo di tutte le risorse che raccogliamo. Siamo una struttura aperta, chiunque si avvicini a noi può constatare la filosofia operativa che ci guida, e voglio sottolineare che tra le nostre fonti di finanziamento c’è quella dei lasciti testamentari, riprova della fiducia anche per il futuro che riusciamo a raccogliere attorno a noi”.

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