Claudio Trionfera

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C’è una inquadratura indimenticabile e sublime in Dersu Uzala, il piccolo uomo delle grandi pianure di Akira Kurosawa. Un arco immaginario tracciato in piano sequenza dalla macchina da presa alla fine del giorno, dove il  sole calante e la  luna sorgente sembrano darsi il cambio nel cielo che sfuma dal bleu scuro all’arancio. E quando il campo visivo si allarga ecco i due globi convivere nella stessa scena, la luna a sinistra, il sole a destra basso sull’orizzonte ma ancora luminoso e caldo.

Nello stesso “cielo”

Parlare di due attrici in questa dimensione di grandezza cinematografica potrebbe sembrare esorbitante e vertiginoso. Ma l’immagine che Margherita Buy e Claudia Gerini (attese a Genova venerdì 1 Aprile nella prima tappa di ripresa di Panorama d’Italia) trasferiscono e indirizzano quando si progetta di assemblarle, mettendole in qualche modo a confronto – non certo in competizione fra loro – o semplicemente avvicinandole l’una all’altra, rimanda ad un simile accostamento. Se non altro perché la memoria del grande e piccolo cinema che alberga dentro chi, da qualche tempo, lo vive, sollecita ricordi e simboli che poi vengono rielaborati o riaffiorano spontaneamente, come in questo caso. Perché Margherita e Claudia, a pensarci bene, appartengono allo stesso “cielo” ma sono così diverse tra loro da evocare, appunto, luna e sole, con tutto il loro carico di significati, riferimenti letterari, ispirazioni poetiche e perfino religiose.

Intensità nella diversità

La diafana, pacata e qualche volta incantata serenità di Margherita Buy non può che sovrapporla, nel giochetto che abbiamo deciso di fare, alla luna; l’impeto, la carnalità e il colore di Claudia Gerini l’associano, è inevitabile, al sole.  Sbagliato dire “luce fredda” e “luce calda”. Nel loro habitat notturno e diurno sono donne, prima ancora che attrici, molto differenti ma di pari intensità e spessore, quasi in opposizione per indole, umore, modo di vivere e di mostrarsi agli altri. Da attrici è altrettanto inevitabile che questa caratteristiche si riflettano sulle parti che recitano, sulle figure alle quali danno vita, da tempo, con uguale impegno e sempre solide capacità espressive.

Non solo i personaggi ma anche il cinema cuciti, si può dire, addosso a loro. E se con Claudia prevale la natura aperta e ariosa della commedia, con Margherita i generi virano verso esperienze più raccolte e inclini al dramma. Non sempre così, certo, a volte i ruoli si sono “scambiati” con esiti felici e gratificanti per entrambe ma in generale resta quella la tendenza.

I titoli da ricordare

Tra i film più vicini alle tonalità drammatiche della prima piace ricordare, tra i tanti, titoli importanti come Non ti muovere di Sergio Castellitto (2004), La sconosciuta di Giuseppe Tornatore e Viaggio segreto di Roberto Andò (2006), senza dimenticare le esperienze particolari e noir ai confini dell’horror dirette dal compagno Federico Zampaglione come Nero bifamiliare (2007) e Tulpa, perdizioni mortali (2012); tra le commedie più recenti, invece,  si lasciano senz’altro preferire Diverso da chi? di Umberto Carteni (2009), Com’è bello far l’amore di Fausto Brizzi e Una famiglia perfetta di Paolo Genovese (2012). Alla seconda spetta di diritto un posto d’onore nella commedia con Manuale d’amore (2005) e Genitori & figli -  Agitare bene prima dell’uso (2010) entrambi di Giovanni Veronesi , Commediasexi di Alessandro D’Alatri (2006), Caterina va in città di Paolo Virzì (2003); ma eccelle nel genere più “suo” accanto ad autori importanti: da Nanni Moretti (Il caimano, 2006, Habemus Papam, 2011, Mia madre, 2015) a Ferzan Ozpetek (Le fate ignoranti, 2001, Saturno contro, 2007, Magnifica presenza, 2012). Poi c’è il gusto personale e l’indicazione del nostro film preferito che resta, con Margherita nei panni di suor Caterina, Fuori dal mondo di Giuseppe Piccioni (1999).

Il sole, la luna. Alla vitalità accesa non di rado dal sex-appeal e all’esuberanza felice di Claudia Gerini fa da controcanto (e controcampo) la natura intima e ritrosa di Margherita Buy, ostile all’ostentazione del corpo, propensa all’anti-fisicità, sempre pronta ad inciampare, attonita e sorpresa, sulle proprie indecisioni.

Protagoniste insieme

Il Sagittario governa Claudia sotto il segno di Giove e il suo elemento è il fuoco, il Capricorno Margherita nel segno di Saturno, l’elemento è la terra. Zodiaco, astri e volta celeste. Anche qua distanti, a guardarsi, inseguirsi e studiarsi. Proprio come, per una volta, si ritroveranno davvero assieme, da protagoniste: non solo a Genova ma in un film in uscita a metà aprile. È una commedia di Luca Lucini intitolata Nemiche per la pelle che viene presentata più o meno così: “Che succederebbe se due nemiche giurate, due donne opposte per temperamento e stile di vita si ritrovassero a condividere la più incredibile delle eredità: il figlio del loro ex-marito avuto per giunta non si sa né dove né quando?” Già, che succederà? Nel quasi-manifesto di una unione imperfetta sul bizzarro cielo del cinema, queste due donne tanto diverse potrebbero ritrovarsi unite nella cifra di una maternità inaspettata, costrette, magari, a riflettere su se stesse, a guardarsi dentro e ad allearsi nel comune interesse.

Sotto il segno di Verdone

Di comune, per la verità, Buy e Gerini hanno anche uno dei loro migliori maestri: Carlo Verdone. Due film per Margherita, Maledetto il giorno che t'ho incontrato (1992) e Ma che colpa abbiamo noi (2003); tre per Claudia, Viaggi di nozze (1995), Sono pazzo di Iris Blond (1996) e Grande, grosso e... Verdone (2008). Tra gli episodi più festosi della loro carriera. Ma due, in particolare, col sapore di autentici cult: in Maledetto il giorno che t’ho incontrato c’è tutto della Margherita più maldestra nel personaggio di Camilla Landolfi, scene e frasi memorabili del Verdone-Bernardo Arbusti disperato come “Te posso dì na cosa? Tu non sei da analisi, sei da ricovero, ma de quelli immediati!” e nel finale, davanti al fallimento ridicolo dell’intervista rivelatrice sulla morte di Jimi Hendrix quel "'Na cretina vestita da fata!" ancora vibra di comicità incoercibile.

Quelle frasi celebri

Che dire, poi, di Viaggi di nozze e della coppia coatta con Claudia? Sequenze mitiche. Si ride oggi come allora con i dialoghi tra Jessica e Ivano. Con quello leggendario che recita così: Jessica: 'O famo strano? Ivano: Famolo! ...E se vie' quarcuno? Jessica: Mejo. Potrebbe esse pure mejo. E ancora, quando durante la cerimonia nuziale, Ivano sta mettendo la fede a Jessica…  Ivano: Ma che te s'è 'ngrassato 'r dito? Jessica: Po' esse. Fino al dessert nel ristorante dell’hotel quando Ivano le dice: Ma come fai a magnà 'a torta c'a gomma? E Jessica: 'A so ddistingue, c'ho fatto pure 'a comunione c'a gomma!

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