Luciano Lombardi

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Poco prima che tutto avesse inizio, con lo specchietto e il rossetto tra le mani nel camerino improvvisato tra i tavolacci di legno e le sedie tutte diverse del Twiggy di Varese, l'avvertimento: "In una sera di fine maggio, che quindi è una sera di mezzo, in una fase di mezzo - nella quale sono - non c'è proprio niente da dire. Anche perché è già stato detto tutto. Quindi meglio tacere".

 

E invece parole a fiumi da Geppi Cucciari sul palchetto dalle luci verdi in compagnia di Piera Detassis, direttrice di Ciak: "L'abbiamo voluta qui, fortissimamente, perché, oltre che un'amica, è una delle più straordinarie intelligenze del mondo dello spettacolo".

Predestinata a far ridere

Comincia dall'inizio, la signora Cucciari con quella Sardegna ancora così forte nella voce. Attrice, comica, conduttrice, cestista dentro, un marito ecologista: "Mi chiamo Geppi, tipo Twiggy ecco, ma con la I normale. Ma è un diminutivo, mica un nome d'arte".

E attacca subito: "Vuoi sapere quando ho capito che ero ironica, disobbediente e anche un po' cattiva? Ero grassa e pettinata con la riga in mezzo, buffa, divertente, con i denti che non volevano stare molto vicini". I primi show? "All'asilo. Poi nello studio del notaio, dove più che altro mi esibivo nella pausa caffè. È durata 7 mesi".

A Sanremo come Belén

Anno di grazia, il 2012: il matrimonio e la serata conclusiva del Festival di Sanremo, quando scende le scale dell'Ariston con le scarpe in mano. "Come ti è venuta in mente una cosa del genere?" domanda la Detassis. "Era l'anno della farfallina e anche io volevo scenderle togliendomi qualcosa". Risate.

"È stato anche l'anno della fine di G' Day - ricorda la direttrice - il bellissimo programma che avevi su La7". Dispiace, taglia corto Cucciari, "ma nessun rammarico, tutto ha un inizio e una fine".

"Cosa rimproveri di più alla televisione?" rincara Detassis. "Premessa: io guardo tantissima tv, guardo proprio tutto, da Malattie imbarazzanti ad Accumulatori seriali fino a Case da incubo e altre mille amenità del genere. Ma aldilà di questo, c'è una cosa che mi dispiace: non tutti meritano di stare dove sono".

La sincerità innanzitutto

"Ma cosa ti colpisce di più in una giornata tanto da trasformarla in una battuta, o in uno sketch?". Alla domanda, Cucciari non esita: "Non vivo nella ricerca spasmodica di qualcosa di divertente. Anzi è difficile che io mi diverta. Perché accada, devi sorprendermi proprio. Credo che la cosa di me che fa più ridere sia la verità. Se capisce che hai ragione, la gente sorride. E ti vota. Anzi no, ti vota anche se non la dici la verità..."

Infine, appurato il Grande Sogno, "condurre la serata degli Oscar", inevitabile il richiamo all'attrice di riferimento. "Sono due per l'esattezza, Sophia Loren e Julianne Moore".

E dici poco.

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