Nell'università che coltiva il meglio della cultura italiana, la Normale di Pisa, per parlare di alta formazione ed economia digitale. Non poteva svolgersi che qui il dibattito "Le strade della crescita", appuntamento del tour di Panorama d'Italia, che questa settimana fa tappa a Pisa.

Dopo il saluto iniziale del direttore di Panorama, Giorgio Mulé, si sono aperti i lavori. Alla presenza del direttore della scuola Normale, Fabio Beltram e con la moderazione del vicedirettore di Panorama, Maurizio Tortorella, si sono confrontati Maria Cristina Farioli, director of Marketing, Communications & Citizenship, IBM Italia, Lucy Lombardi, responsabile innovazioni di Telecom Italia, il direttore dell' Istituto di chimica dei composti organometallici del Cnr, Maurizio Peruzzini. Ad arricchire l'incontro la presenza dell'ex ministro dell'Istruzione, oggi deputato Pd, Maria Chiara Carrozza, professoressa di Bioingegneria proprio alla Normale di Pisa.

 

Con Carrozza si è parlato di Istruzione e della contestata riforma della scuola del governo Renzi. "La mia posizione è stata critica perchè è una riforma solo finalizzata alle assunzioni. Sanare la situazione dei 200 mila circa precari è giusto ma non basta. Certo, la riforma ha il contrappeso dell'autonomia scolastica e questa sarà una grande opportunità per le scuole. Però per il futuro si deve investire in scienza e tecnologie. È impensabile non conoscere il Dna. Io immagino una riforma di medie e superiori finalizzata a preparare studenti che sappiano integarsi alla seconda età della macchina, intelligenza artificiale. Senza un potenziamento di biologia, informatica e scienze tutto questo non sarà possibile. Nella scuola del futuro è necessario rivoluzionare il modo di studiare".

A partecipare al tavolo anche Pierfrancesco Pacini, presidente della Confindustria Toscana e Paolo Pieraccioni della Camera di Commercio di Pisa. "Di cosa si parla quando si parla del modello Normale? Selezione severissima all'ingresso e ricerca del talento. Vogliamo creare una comunità piccola e selezionata. E' un modello speciale. Qui si crea un humus unico. Certo, questo modello, va detto, non è esportabile per tutte le università. Ma esportare il sistema di funzionamento della Normale si può" ha detto il direttore della Normale, Beltram nella sua introduzione. "2000 domande per selezionare 60 studenti. Queste le cifre della Normale che ne hanno fatto un'eccellenza" ancora Beltram.


Per Maria Cristina Farioli, director of Marketing, Communications & Citizenship, IBM Italia: "Se si parla di ricerca non si può non raccontare la storia della nostra azienda. Siamo partiti dalle bilance di precisione e arrivati alle macchine che possono parlare il linguaggio umano. Ibm è un'azienda che ha 13 centri di ricerca, 5000 scienzati, 5 premi Nobel, ed è prima nei brevetti depositati nel mondo (6800). Puntiamo sulle donne con un progetto Nerd, perchè la tecnologia non è solo roba per uomini. Siamo di fronte alla quarta rivoluzione industriale. Dal vapore al dato. Il dato è la risorsa del futuro. Siamo inondati di dati. Oggi bisogna anticipare i guasti di una macchina. E' quella che chiamiamo ottimizzazione del circolo di produzione. Ma si devono interconnettere anche i processi. Bisogna puntare sulla componente dei servizi. Disegnare nuovi modelli di business. La nuova sfida è creare persone in grado di leggere e interpretare dei dati. Partire dai dati e sviluppare analisi applicando software analitici e dunque anticipare i fenomeni".

"Le sfide sono tantissime" ha anticipato Lucy Lombardi di Telecom Italia nel suo intervento. "L'innovazione digitale modifica la vita nella totalità dei suoi aspetti. La digitalizzazione comporta l'informazione copiabile. In un secondo si può copiare un'intera opera. Ma l'informazione si può anche trasferire. Oggi il mobile ha abbattuto le barriere sociali. Tutti abbiamo accesso alle informazioni. Siamo un'ecosistema globale, anche Telecom si muove su scala globale. I cambiamenti avvengono in brevissimo tempo. In passato bastava un'idea originale e piccole innovazioni indipendenti. Oggi bisogna mettere insieme idee originale esistenti. Noi di Telecom ci stiamo legando ad altri players come Google, Amazon, ma anche università. Stiamo investendo in borse di studio, in Italia circa 5,7 milioni negli ultimi anni. Solo per fare un esempio, l'80 per cento dei partecipanti del master dell'università Sant'Anna è stato assunto a Telecom Italia. Ma finanziamo anche 40 start up l'anno: si tratta di un percorso. Accompagniamo la start up e quelle valide per Telecom poi le incorporiamo, altre le finanziamo sin dall'inizio".

Ma in Italia la ricerca per eccellenza porta la firma del Cnr. Un esempio? Batterie di litio recuperate grazie al consorzio Cobat (Consorzio nazionale raccolta e riciclo) e Cnr. A spiegarlo è stato il direttore istituto di chimica dei composti organometallici del Cnr, Maurizio Peruzzini: "Siamo 8000 dipendenti e quasi tutti ricercatori. Collaboriamo con le università ma soprattutto coniughiamo sostenibilità e ricerca. E' quanto stiamo fecendo insieme a Cobat per recuperare le batterie al litio. Parliamo di un metallo leggero diventato importante per l'applicazione nella telefonia. Le batterie, una volta arrivate alla fine delle loro vita, bisogna trasformarle. Il litio non è completamente innocuo per questo è importante saperlo riciclare rigenerandolo. L'originalità? Il processo è molto complesso. Il business è importante: 7 miliardi di batterie al litio nel mondo. Ma bisogna sburocratizzare è impensabile che un contratto come quello nostro con Cobat venga tassato".

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