Antonella Piperno

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Prima del 2019 Matera sarà collegata a Bari, via ferrovia, in 50 minuti, anziché nei 90 attuali. Lo ha garantito il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, ospite di Panorama d’Italia per presentare il suo libro "Cambiando l‘Italia. Rinnovare la politica, ritrovare la fiducia".

 


"Oggi ho incontrato il neosindaco e gli ho fatto le mie condoglianze" ha scherzato il Ministro "perché sono stato sindaco (a Reggio Emilia) anch’io e so cosa significa". Complimentandosi con Panorama per l'idea del tour Panorama d’Italia ("se altri giornali seguissero il vostro esempio capirebbero che la provincia ha storie e patrimoni esemplari più interessanti delle solite beghe romane") ha raccontato che Renzi gli ha raccomandato Matera nel momento del suo insediamento al ministero delle Infrastrutture. "Serve chiarezza di obiettivi: se il presidente della Regione Marcello Pittella che ho incontrato oggi anzichè presentarmi 5 opere come ha fatto me ne avesse sottoposte 200 perché pressato da tanti, sarebbe stato tutto più complicato". E invece così non è stato.

"Avete individuato opere prioritarie?" ha chiesto Mulè. "Il collegamento stradale e ferroviario con Bari, con un doppio binario che ci consentirà di stare sotto l’ora prima del 2019. Di questo sono sicuro. Altri dossier li studieremo. Ma non bastano volontà e denaro, bisogna schivare i ricorsi. Anche se oggi il Senato ha approvato il nuovo codice degli appalti e questo semplificherà molto le opere pubbliche".

Il problema immigrazione...

Ma incontrare il ministro è stata un'occasione importante anche per commentare altri temi centrali del momento. In primis, l'immigrazione. "È un governo che sta agendo in maniera convinta su un dossier delicato come quello dell’immigrazione?" ha chiesto infatti Mulè. "Nessuno prima di Renzi aveva imposto all’Europa di farsi carico del problema" ha risposto schietto Delrio. "Il fenomeno non è stato sottovalutato, ma c’è ancora poca azione da parte di molti, si risolve solo se se lo prende in carico l’Europa e non i singoli paesi".

"Quanto l’ha fatta restare male il fatto che Hollande abbia voltato le spalle all’Italia con la questione di Ventimiglia?" lo pungola Mulè. "L’immigrazione fa paura a tutto il mondo, ma è importante dirsi tutta la verità" è stato il commento di Delrio. "Credo che chi propone il blocco navale dica una cosa assurda, equivale a una dichiarazione di guerra. L’Europa deve fare l’Europa anche ai confini meridionali. Il pugno duro va usato contro gli scafisti e non contro chi scappa. Se ci fosse azione coordinata, un filtro in Africa, un minimo di assistenza lì, il problema non sarebbe così insormontabile".

... e Mafia Capitale

Altra problema che sembra "insormontabile": Roma e "Mafia capitale". Non farebbe un passo indietro se fosse lui il sindaco di Roma. Di questo Delrio è sicuro. "Marino è stato eletto come baluardo di legalità" ha detto. "E poi è stato votato dai romani, non spetta a me liquidarlo, sta a lui decidere. Non deve andare a casa perché non è disonesto ma deve essere lui a valutare se ci sono ancora le condizioni politiche per governare la città".

Scuola, infrastrutture ed emergenze

Delrio ha poi difeso la riforma della scuola ("Abbiamo trovato una scuola con poche risorse, un mare di precari e li vogliamo assumere. Non vogliamo il preside-padrone ma autonomia scolastica") e ha quindi dato rassicurazioni sulla banda larga ("Il sud sarà dotato di banda larga, con investimenti pubblici, più facilmente che nel Nord dove gli investimenti saranno privati") e sull’annosa questione della Salerno-Reggio Calabria: "Nel 2016 completeremo le 4 corsie, ma, lo ammetto con molta onestà, non finiranno i lavori complementari".

L’Italia però si sa, vive di emergenze, ha osservato Mulè, "come il Terminal 3 di Fiumicino, l’Expo’, la Sicilia. Quando ne usciremo?" Per Delrio sarà possibile solo "quando avremo programmi precisi e coordinati con le Regioni. Abbiamo fatto un piano settennale per il dissesto idrogeologici. È inconcepibile che oggi perdiamo 50 miliardi all’anno per l’inefficenza della logistica". E conclude, con una metafora circense: "Gli italiani somigliano agli acrobati del circo che camminano sul filo. Ma non siamo allenati come loro. Dobbiamo impegnarci a farlo".

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