L'uomo che conciava le pelli
Alberto Bevilacqua
L'uomo che conciava le pelli
Panorama d’Italia 2015

L'uomo che conciava le pelli

Come crescere, assumere e dare un premio di produzione di 500 euro

Lui sostiene di non aver fatto nulla di speciale. "Ho soltanto trasferito nella produzione industriale il vecchio modo artigianale di lavorare" dice Stefano Caponi, cresciuto in conceria a Santa Croce sull’Arno. Già all’età di 10 anni infatti il nonno lo portava nell’azienda difamiglia per imparare a respirare le pelli. Lui ha iniziato come operaio semplice: "E prendevo le multe quando arrivavocon cinque minuti di ritardo". Nel 2010 è diventato ilmaggiore azionista e amministratore unico della conceria Superior, un’impresa che si è trasformata in società perazioni e che negli ultimi quattro anni ha visto crescere ilfatturato da 10 a 75 milioni.

Ma non si ferma qui. Caponi ha appena acquisito una conceria a Limoges, in Francia, grazie a una joint-venture con Prada. Di pari passo è cresciuto anche il numero dei dipendenti. Erano 20 fino a qualche anno fa, ora sono 150, arrivano dalla Puglia e dal Veneto e mentre in tutta Italia c’è gente che perde il lavoro e finisce in cassa integrazione, loro prendono il premio di produzione: l’ultimo, di 500 euro, in buoni spesa.

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