Chiara Raiola

-

Una terra straordinaria, dalle grandi potenzialità. Nel dibattito “il motore siciliano”, oranizzato a Palermo dal magazine Panorama durante il tour Panorama d'Italia e ospitato nella Chiesa Sant'Antonio Abate - Complesso Monumentale dello Steri, sede del Rettorato dell'Università degli Studi di Palermo, sono state molte le storie di successo di grandi e innovative aziende italiane.


"L'economia siciliana soffre da 130 anni, da quando c'è stata l'unità d'Italia, perché ci hanno delapidato – attacca subito Tommaso Dragotto, fondatore di Sicily by car – Noi viviamo ancora con un monobinario e le strade che cadono a pezzi. Sul sud non si è mai investito. Qui è difficile fare impresa perché dobbiamo combattere contro la burocrazia. Per fare grandi cose ci vuole determinazione e credere in un sogno”.

All'interno di un contesto economico difficile l'Università di Palermo ha un ruolo fondamentale: "Abbiamo una duplice missione, verso i giovani e verso il territorio – sottolinea Fabio Mazzola, prorettore – Abbiamo aperto corsi in lingua inglese nel settore del turismo e dell'economia per attirare anche ragazzi dall'estero, mentre lavoriamo sull'innovazione con i contamination lab”.

Questa è una terra che deve provare a produrre, incalza il rettore, “mi terrorizza il reddito di cittadinanza, perché non stimola le persone a mettersi in gioco. Dobbiamo fuggire dalla mentalità dell'assistenzialismo. Così non si costruisce il futuro e la regione deve fare deficit per investire, non per la spesa corrente. È un cambiamento epocale, ma è l'unica strada”.

Il Gruppo Grimaldi è un esempio di successo, un modello di eccellenza italiana: “Il nostro Gruppo ha avuto una crescita del 500% in 10 anni, generando servizi di qualità e puntando sull'innovazione, riducendo i consumi energetici e rispettando l'ambiente. Il concetto delle autostrade del mare è nato proprio qui – racconta Eugenio Grimaldi, Line Manager Italy and Malta Short Sea Services - negli anni '70 sono iniziati i primi collegamenti con Genova. Siamo legati a questa città, ci crediamo fortemente. Palermo è un hub strategico”.

L'innovazione e le competenze tecnologiche sono due leve indispensabili per la crescita economica. “In Italia dal punto di vista digitale siamo indietro – sottolinea Luca Altieri, direttore marketing di Ibm - Le soluzioni in cloud che permettono di acquisire tecnologia quando serve, di fatto abbassano i costi per le aziende che così vengono incentivate ad innovarsi. Ma c'è un divario tra nord e sud, inutile nasconderlo, e stiamo lavorando su questo fronte con le università di Catania e di Palermo”.

L'obiettivo ambizioso è formare i giovani per il lavoro che ancora non conosciamo e la cultura può essere un volano: “Certamente è un valore strutturale – dice Andrea Cusumano, assessore alla cultura del comune di Palermo - per questo abbiamo ospitato Manifesta, iniziativa europea di arte contemporanea, innescando all'interno della città una nuova visione che ha messo in relazione il passato e il presente di Palermo”.

Mimmo Turano, assessore alle attività produttive, Regione Siciliana, riporta tutti sul governo dei numeri: “Dobbiamo spendere entro il 31 dicembre 750 milioni di euro di fondi comunitari. La realtà dei fatti sta nei numeri: abbiamo varato decreti per finanziamenti pari a 302 milioni di euro destinati a 986 imprese, ne aggiungeremo ancora quasi un migliaio. Raggiungeremo l'obiettivo di spesa. Complessivamente saranno finanziate 1.500 aziende. Non si tratta di contributi a pioggia, ma abbiamo introdotto il principio del cofinanziamento anche internazionale. In Regione c'è stata una inversione di tendenza”.

© Riproduzione Riservata

Commenti