Chiara Raiola

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Artisti a tutto tondo, tanta televisione e poi cinema, teatro, ma anche produzione di film come “Indivisibili”, “Vengo anch'io,” mediometraggi come “Processo a Rocco Chinnici”.

“Sono stanco, dopo una giornata con lui non vi dico”, dice Picone e Ficarra di rimando “io non so più neanche chi sono”. Esordiscono così i due comici palermitani dopo essere stati accolti calorosamente dal pubblico di Panorama d'Italia al cinema Politeama di Palermo.

A intervistarli Piera Detassis, direttore di Ciak tra una battuta e l'altra. “Ne La matassa facevamo i matrimoni finti per dare residenza agli stranieri, non vorrei che in giro ci copiassero per andare avanti” ironizza Ficarra.

La decisione di diventare anche registi “è nata per caso. Lo facciamo perché la guardia di finanza non ci trova, li scansiamo” scherza il comico. “Abbiamo fatto i registi incidentalmente”, ribatte Picone. ”Tu sei regista? Cioè tu a Tornatore gli dici collega?” lo riprende Ficarra. E vai di risate.

Sergio Leone, Tornatore e Germi sono i registi di riferimento. Picone: “in alcuni film abbiamo investito sulle comparse, abbiamo un parterre di attori siciliani straordinari senza i quali non avremmo potuto girare, per esempio, L'Ora legale. Il film non è solo del regista, ma anche del montatore, per esempio, che spesso rimedia ad alcuni errori, e fondamentale è la fotografia, il costumista. È un lavoro di gruppo, ci deve essere massima fiducia”.

Aneddoti, curiosità e tante risate. Con qualche riflessione seria: “Nel film L'Ora legale abbiamo creato una parodia dei politici perché era arrivato il momento di guardarsi dentro. Da quando ci sono state le stragi in Sicilia, siamo molto cambiati. Non siamo più gli stessi”.

Il loro prossimo film uscirà a Natale 2019 e sarà ambientato in Sicilia: “Stiamo scrivendo la sceneggiatura, è una storia che non vediamo l'ora di rappresentare”.

Ma vi siete mai immaginati separati? chiede Detassis. “Abbiamo un sacco di locandine stampate, sarebbe un peccato”, scherza Ficarra che racconta: "Ci siamo incontrati a Taormina in un villaggio turistico, io lavoravo, lui no. A settembre, al ritorno, avevo solo nomi di femmine e poi il suo, l'ho chiamato". “Lui è una persona accelerata – puntualizza Picone sorridendo – io no, forse è questa la nostra forza”.

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