Il futuro di Napoli? Meno burocrazia, più digitalizzazione

È questa la ricetta necessaria a tenere acceso il motore napoletano - Il dibattito durante la tappa di Panorama d'Italia

Napoli-motore

Napoli, 14 giugno 2018 - Ospiti: Guido De Sena (direttore del RAIN - robotic academy intuitive Naples), Alessandro Ferrari (responsabile relazioni esterne IBM Italia), Vito Grassi (presidente Unione industriali Napoli), Guido Grimaldi (Grimaldi Group), Danilo Iervolino (presidente Università Telematica Pegaso), Bernardo Mattarella (amministratore delegato Mediocredito Centrale), Pietro Pelù (direttore commerciale imprese Campania, Basilicata, Calabria e Puglia Intesa Sanpaolo), Marcello Tortora (Fracomina) – Credits: Ada Masella

Chiara Raiola

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Meno vincoli, meno burocrazia, più digitalizzazione: è questa la benzina per “Il motore napoletano”, la strategia che tutti gli ospiti di Panorama d’Italia hanno indicato come indispensabile per agganciare la ripresa nel corso del dibattito sull’economia del territorio.

“Iniezioni di ottimismo ce le facciamo ogni giorno qui a Napoli - esordisce Vito Grassi, neo presidente dell’Unione industriali - Ma è anche vero che stiamo vivendo in un momento molto favorevole. In Campania c’è il maggior numero di start up e l’aumento dell’export è più forte che nel resto del paese. Sull’innovazione c’è molto fermento, dobbiamo puntarci”.

 

Le autostrade del mare

Il Gruppo Grimaldi lo ha fatto da tempo: “noi lavoriamo molto sul concetto di sinergia - sottolinea Guido Grimaldi - Abbiamo costituito una associazione di trasporto e logistica mettendo insieme armatori, ferrovie, trasportatori, spedizionieri, agenzie marittime e autorità portuali, cercando di fare sistema e creando valore aggiunto per tutta la categoria”. Ma, dice Grimaldi, bisogna fare di più: “è indispensabile realizzare dei corsi ad hoc per gli studenti e spiegare l’importanza della logistica e delle autostrade del mare nel sistema economico italiano. Ad oggi abbiamo tolto dalle strade un milione e 300 mila camion riducendo i prezzi e le emissioni e contribuendo ad eliminare 1 milione e 200 mila tonnellate di Co2”.

Formazione e accesso al credito

In Italia c’è uno scollamento tra università e aziende: ad ammetterlo è Danilo Iervolino, presidente dell’Università telematica Pegaso: “La collaborazione invece è fondamentale ed è quello che cerchiamo di fare noi ogni giorno spiegando ai ragazzi che comunque l’unico driver per competere a livello internazionale è l’innovazione”.

Ma non basta. Un tema molto dibattuto è quello dell’accesso al credito. Bernardo Mattarella, amministratore delegato di Mediocredito Centrale, ha spiegato che compito di una banca pubblica è quello di mettersi al servizio del sistema bancario “per condividere il rischio e diventare capitale supplementare con l’obiettivo di aiutare le imprese ad avere un accesso al credito più semplice”. Ma, aggiunge Mattarella, le imprese “ci devono aiutare ad aiutarle. Con la trasparenza, innanzitutto. Sul totale nazionale un quinto degli investimenti in ricerca e sviluppo è realizzato in Campania. Il nostro piano industriale prevede 1 miliardo di crediti alle imprese del Mezzogiorno”.

Secondo Pietro Pelù, direttore commerciale imprese Campania, Basilicata, Calabria e Puglia Intesa Sanpaolo, “la banca deve avere un ruolo di regolatore dei finanziamenti e non deve essere vista soltanto come mero fornitore di denaro. Il nostro gruppo è attivissimo anche in comparti non finanziari come l’innovation centre. Come banco di Napoli stiamo lavorando sulle Zes, le zone economiche speciali, e a metà luglio presenteremo agli imprenditori lombardi le opportunità di investimento nel Mezzogiorno”.

Innovazione e tecnologia

Il settore della robotica, per esempio, è molto sviluppato nel Mezzogiorno. Guido De Sena, direttore del RAIN - Robotic Academy Intuitive Naples - spiega che “la robotica sta crescendo in tutto il sud d’Italia. Insieme ad Ab Medica, che per prima ha introdotto i robot nelle sale operatorie italiane, abbiamo deciso di mettere insieme le esperienze cliniche in modo da mettere a disposizione un bagaglio di interventi utile alla formazione senza la quale non ci può essere innovazione”.

Gli investimenti in tecnologia e in formazione sono i due elementi che consentono anche al Mezzogiorno di agganciare la ripresa: ne è convinto Alessandro Ferrari, relazioni esterne di Ibm Italia, secondo il quale “l’intelligenza artificiale è uno strumento indispensabile”.

Ma per Marcello Tortora, direttore marketing Fracomina, “la vera benzina del motore italiano credo sia l’orgoglio. Noi siamo digitali e globali perché per un marchio di abbigliamento conta anche la creatività organizzativa. Il 60% del fatturato lo realizziamo all’estero. La nostra visione - conclude Tortora - è da Napoli verso il mondo”.

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