Luciano Lombardi

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Avanti e indietro nel tempo, tra storie più o meno sanguinose ma che colpiscono lo stesso per le dinamiche incredibili che raccontano.

Aneddoti di vita vissuta da chi le ha riunite in un’antologia, Massimo Picozzi, che a Panorama d’Italia è ospite di uno dei Grandi Eventi di Focus nella veste di scrittore che presenta, intervistato dal direttore del magazine Jacopo Loredan, il suo nuovo libro, Mente Criminale. Storie di delitti e assassini.

Picozzi è anche uno psichiatra, un criminologo, un volto televisivo e una voce radiofonica, un appassionato di letteratura che tra Simenon e C.S.I. non esita a scegliere il primo. E ciascuno di questi lati professionali si conquista il suo spazio tra le pagine dell’opera che, per la cronaca, sono 336 proprio come l’anno in cui è ambientata una delle più appassionanti, quello in cui fu ucciso Filippo II Il Macedone, ricca di intrighi, misteri, doppie vite, un perfetto cold case ultra-vintage, insomma.

Tra celebrity e attualità

Dall’era pre-cristiana ai giorni d’oggi il passo è breve, come pure il legame con l’attualità, con un dato, una volta tanto, positivo: “In Italia, per numero di omicidi, siamo al minimo storico dal 1861, dice la statistica, 400 all’anno contro i 2.000 di 15 anni fa. E lo stesso può dirsi per la maggior parte dei Paesi d’Europa”, racconta Picozzi.

Il motivo? "Le leggi restrittive sul porto d’armi" dice Picozzi. "Tanto per avere un ordine di grandezza, negli Stati Uniti, con le politiche sull’acquisto di armi da parte dei privati che ben conosciamo, gli omicidi all’anno sono 25.000 cioè, in proporzione, oltre 5 volte tanto”.

Un dato ulteriore, che affonda le radici nella cronaca, è quello che riguarda i serial killer: “non ce ne sono più, rimpiazzati dalle stragi. Da noi si sono “estinti” nel 1998, con la condanna di primo grado di Gianfanco Stevanin (ritenuto colpevole dell'omicidio di sei donne nel 1994). E anche Oltreoceano sono ormai pressoché scomparsi, se si esclude il misterioso killer seriale di Long Island che, di tanto in tanto, torna a colpire”.

Altre pagine, altri personaggi, altri misteri rimasti nel limbo, come quello della morte di Kurt Gobain, con la celebre suicide note scritta - ma con due grafie diverse - prima di spararsi (?) con un colpo di fucile in volto.

Clamorosi errori

E poi tante incredibili storie di leggerezze ed errori, talvolta clamorosi, commessi dagli inquirenti nel corso delle indagini, ma non solo.

Dal corpo di Luigi Tenco riportato nella stanza d’albergo dopo che già era arrivato all’obitorio perché non erano state scattate le foto della scena del crimine, o come l’aver “accompagnato per mano” alla recidività Angelo Izzo uno dei principali assassini del Circeo che, condannato all’ergastolo per diversi omicidi a sfondo sessuale, in libertà vigilata venne affidato in un centro per prostitute e transessuali. E poi ammazzò altre due donne.

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