Luciano Lombardi

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“Una grande innovazione nella didattica, uno strumento fondamentale per capire un mondo del lavoro che cambia di continuo, uno stato dell’arte”: questo è, per il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli l’Alternanza Scuola-Lavoro, una delle innovazioni più significative de La Buona Scuola, la legge 107 del 2015, che porta gli studenti dell’ultimo triennio delle superiori nelle imprese.

Il tema è caldo, con le immagini ancora nitide degli studenti che venerdì scorso sono scesi in piazza a denunciare presunte deviazioni dello strumento, che in alcuni casi si sarebbe trasformato in forme di sfruttamento. "Non saremo di fronte al solito giochino della strumentalizzazione?”, riflette il direttore di Panorama Giorgio Mulè sul palco dell'Auditorium di Segrate della sede Mondadori a moderare l’incontro di Panorama d’Italia “La Scuola 2.0” che ha, appunto, il ministro come ospite di primo piano. 

L'altro lato dell'ideologia

“L’intento è evidente. E a conferma c’è la quantità di enfasi che si è data alla protesta rispetto alla scarsa informazione che è stata prodotta per spiegare in che cosa consiste, nei fatti, questo importante passaggio della riforma che riguarda oltre un milione e mezzo di studenti. E che, peraltro - precisa la ministra - integra anche diversi meccanismi che permettono di denunciare eventuali abusi, come quello battezzato “tastino rosso” a disposizione dei rappresentanti degli studenti affinché possano segnalare direttamente al ministero le cose che non funzionano. O come la piattaforma online che consente alle aziende di condividere le best practice. Senza dimenticare la Carta dei Diritti e i 1.000 tutor che vigileranno sulla corretta applicazione della legge".

Ma è chiaro che i fatti di cui sopra hanno suonato un campanello d’allarme che rende più che mai urgente fare un punto della situazione. “Ho convocato per il prossimo 16 dicembre gli Stati Generali dell’Alternanza Scuola-Lavoro, sarà un’occasione per richiamare tutti i soggetti coinvolti alle proprie responsabilità”.

Sul palco c’è anche Diana Bracco, presidente e ad dell’omonimo Gruppo farmaceutico che, in tale contesto, si è ritrovata “dall’atra parte”, cioè quella delle aziende che gli studenti li hanno accolti. “È stata anche per noi un’esperienza straordinaria che, anzi, andrebbe rivista per esempio aumentando il periodo di tempo durante il quale lo studente può restare in azienda”.

Modello lombardo

Nella fattispecie, Bracco è coinvolta anche attraverso la sua Fondazione, quindi anche in iniziative di carattere culturale. “Per esempio, le scuole - racconta la manager - contribuiranno fattivamente al progetto che, nel marzo del 2018, ci porterà dentro la Cappella Sistina in un esperienza immersiva molto coinvolgente”.  

Tra le Regioni che hanno recepito meglio i principi della legge c’è in testa la Lombardia, qui rappresentata dal suo assessore all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro Valentina Aprea: “Dove ci siamo superati, è stato nel sistema duale e nell’Alternanza Scuola-Lavoro rafforzata”.

“Un prossimo passo - domanda ancora Mulè al ministro - non crede che dovrebbe riguardare l’abbattimento dell’isolamento linguistico nei confronti dell'inglese che ci caratterizza, come emerso anche in altri tavoli di discussione del nostro tour sulla crescita del Paese?”.

“L’inglese va reso obbligatorio fin dalle scuole elementari perché la sua conoscenza oggi più che mai è un differenziale vero”, replica Fedeli, con Bracco sulla medesima lunghezza d’onda che arriva a fare una fosca premonizione: “Il gap linguistico rappresenta anche uno dei punti deboli di Milano in quanto candidata a diventare sede dell’Ema”.   

Il ministro ha commentato anche la sentenza del Tar del Friuli Venezia Giulia che ha annullato la bocciatura di un alunno di una scuola media di Gorizia. "Credo - ha aggiunto - che ciascuno debba fare il suo mestiere e che la politica non possa abdicare al suo ruolo, se serve una regolamentazione di legge differente dobbiamo farla". E ancora: "Ci sono sentenze figlie anche di leggi, purtroppo succede, scritte in modo non troppo chiaro. Dobbiamo fare in modo che la scuola possa funzionare in autonomia e in qualità senza che ci siano situazioni nelle quali l'esercizio di responsabilità dei presidi, dei documenti e dei genitori venga bloccato attraverso diciamo percorsi precedenti". 

In conclusione, nonostante l'invito di Mulè, non ha voluto dichiarare che cosa voterebbe al referendum sull'autonomia trincerandosi dietro a un "non ho più la residenza in Lombardia", ma ha commentato così l'iniziativa della Regione di riutilizzare nelle scuole lombarde i tablet che serviranno per il voto elettronico. "E' fondamentale l'arrivo dei tablet nella scuole. Dovrebbero arrivare a prescindere però - ha detto - e non solo per fare propaganda elettorale".

L'Italia si racconta

Nell’introdurre il suo quarto e ultimo ospite sul palco, il direttore di Panorama racconta di un’altra grande iniziativa collegata al tour itinerante del suo giornale, Tesori d'Italia, la città si racconta rivolta agli studenti delle scuole medie superiori che sono stati invitati a realizzare un elaborato digitale o cartaceo: un reportage fotografico e/o giornalistico, un video promozionale, un manufatto artistico, un dipinto, una poesia o un racconto sul tema "Esprimi la bellezza del tuo territorio, in connessione con l’iniziativa di Panorama d’Italia che si terrà nella tua provincia".

Il quarto relatore è appunto Guido Terni, education manager di Lenovo, partner “operativo” del progetto, che premierà l’istituto vincitore con l’allestimento personalizzato di un’aula con relativo corredo informatico. “L’idea ci è piaciuta subito e molto, in primis perché ci ha ricordato la genesi della nostra azienda, che una quarantina di anni fa è nata proprio in Cina per iniziativa di due studenti che inventarono una scheda per Pc che consentiva loro di convertire i caratteri cinesi in occidentali e da lì partirono per un'avventura evoluta poi nella Lenovo che conosciamo oggi".

Un premio futuro da una parte e un riconoscimento presente dall’altro: a margine dell’incontro è stata, infatti, premiata la scuola risultata vincitrice dell’altro grande concorso, Il Bello di Milano, che ha dato agli studenti delle scuole superiori milanesi l'opportunità di realizzare un'edizione speciale del giornalino scolastico sul tema della bellezza della loro città.

La vittoria è andata al Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci, grazie a un progetto editoriale che coniuga la stampa tradizionale e le nuove frontiere della fruizione digitale. Agli altri studenti che hanno partecipato (Liceo Berchet, Istituto professionale Galdus, Liceo Giosué Carducci)   invece, sono stati assegnati 100 libri per la biblioteca della loro scuola.

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