Chiara Raiola

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"Qui non c’è solo la Reggia, Caserta è molto altro". È perentoria la guida regionale pronta a prendere per mano il pubblico di Panorama d’Italia e a condurlo alla scoperta della parte "segreta" della città, primo evento della tappa campana del tour del magazine, alla scoperta del meglio visto da vicino. "La storia di questi luoghi è molto antica", dice. "Sono sicura che vi sorprenderà”.

La Caserta “moderna” si sviluppa a partire dal ‘500 ai piedi di quella “vecchia” arroccata su un colle ed edificata “a partire dal 1100 in epoca normanna”.

A partire dalla strada principale, via Mazzini, che porta al palazzo Vecchio, un tempo dimora degli Acquaviva influente famiglia casertana che ospitò i Borbone durante la costruzione della Reggia. Oggi è sede della prefettura. Lungo la strada, poi, il teatro comunale voluto da Francesco I nel 1830.

I Borbone hanno un legame indissolubile con la città. “Quando Carlo I prende possesso di questo territorio nel 1750 - dice ancora la guida - voleva trasformare Caserta in un punto nevralgico del Regno. Diede il via ai lavori per l’edificazione della Reggia, ma dopo sette anni se ne andò provocando di fatto un rallentamento della costruzione e vanificando il progetto che era di più ampio respiro”.

Ma l’impronta borbonica si respira dappertutto nelle vie strette del centro storico. Il gruppo di appassionati di storia dell’arte presta grande attenzione ai dettagli, alle curiosità e alle mille informazioni che arrivano a pioggia sulla storia della città mentre segue un percorso che attraversa piazza Vanvitelli, sfiora il Duomo di Caserta e arriva a palazzo Paternò dell’omonima famiglia che ancora lo possiede e che, eccezionalmente per Panorama d’Italia, ha concesso una visita all’interno della struttura.

“Il primo piano è stato completamente restaurato” ed è tutto una meraviglia di affreschi, mobili antichi, tendaggi preziosi che raccontano di una Caserta un tempo ricca e potente: “perché qui - ribadisce ancora una volta la guida - non c’è solo la Reggia”.

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