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Panorama d'Italia 2017

Bologna: 5 luoghi da scoprire

Vicoli con affacci a sorpresa, panorami meno tradizionali, un palazzo pieno di storia e altri angoli inconsueti ma imperdibili del capoluogo emiliano

Via Piella

Sembra un’anonima strada qualunque via Piella, protesa com’è verso il centro storico di Bologna, con i palazzi a farle ombra spegnendo l’intensità della luce anche dei giorni di pieno sole. Ma da una feritoia, facile da trovare cercandola con attenzione, si apre lo scorcio della foto d’apertura. Una doppia sequenza parallela di palazzi affacciata una davanti all’altra, eretta su un piccolo canale. Con una casa sullo sfondo che sembra un ponte. Certo non per ricchezza dei decori ma solo per struttura, ricorda quello dei Sospiri di Venezia. Ecco un frammento della città lagunare in trasferta in Emilia Romagna, l’opportunità per una foto ricordo meno ovvia. La prova che l’inconsueto si palesa sempre se ci s’impegna un minimo a cercarlo.

San Michele Bosco

A volte si ragiona con il pilota automatico, senza troppa fantasia. Così, se si chiede da dove si può ammirare un magnifico panorama di Bologna dall’alto, la risposta scontata è San Luca, con il suo belvedere e la bella scarpinata per chi ha il fiato di arrivare fin lassù a piedi. Meno ovvio, e di conseguenza meno trafficato di turisti, è l’altrettanto incantevole monastero di San Michele Bosco. Una chiesa con un ex convento annesso, raggiungibili in una mezzora scarsa di cammino da piazza Maggiore. Non troppo, ma abbastanza per allontanarsi dal cuore cittadino e abbracciarlo dal sagrato, che guarda la pianura. Al tramonto, poi, la poesia raddoppia. Come il numero di like che una foto senza filtri riceverà su Instagram.

Palazzo Pepoli

Tra le soste irrinunciabili in un giorno e mezzo speso a Bologna, il New York Times non ha dubbi: oltre alle due torri e a una trattoria per i tortellini, bisogna fermarsi a Palazzo Pepoli. Per la sua epopea imponente, visto che il suo primo nucleo è stato eretto a metà del Trecento, ma anche per come ha saputo dialogare con il suo passato contaminandolo con l’innovazione. Qui ha sede infatti il museo della storia di Bologna, che racconta 2500 anni non solo tramite reperti e frammenti archeologici, ma attraverso multimedialità e tecnologia che coinvolgono tutti i sensi. Inoltre ospita spesso eventi e mostre speciali, così offre sempre un motivo per ritornarci. Il suo dinamismo è il suo più grande pregio.

John Wesley Hardin

Dopo questo mix di paesaggi, panorami e cultura, è anche giusto concedersi un momento di relax. Una piadina, un aperitivo, perché no. Ma ancora meglio un buon bicchiere di whisky, però non in un bar qualunque: in un circolo privato, che riporta indietro agli anni del proibizionismo americano, quando un drink era il culmine di un percorso d’iniziazione. Eccoci quindi a raccontare del John Wesley Hardin, per sua stessa definizione «il primo speakeasy di Bologna», per estensione un «folk club». Un luogo piccolo, con un nome che inquieta (è quello di un famoso criminale americano), una ricca agenda di appuntamenti di musica dal vivo, una domanda segreta per entrare come tradizione impone, una tessera da sottoscrivere per sentirsi parte di un frammento di storia in bianco e nero.

Bologna sotterranea

L’avete vista dall’alto, scoperta volgendo lo sguardo all’indietro, assaporata in uno degli indirizzi meno tradizionali. Non resta che scoprirne il ventre nascosto, sotterraneo, celato qualche strato più in giù del fluire incessante all’ombra dei portici, degli aperitivi degli studenti, delle chiacchiere del Mercato di mezzo. Il consiglio è affidarsi alle mani sapienti degli Amici delle vie d’acqua e dei sotterranei di Bologna, un’associazione che organizza mostre, visite guidate, iniziative assortite da quasi vent’anni. Alcuni appuntamenti sono così gettonati da andare in fretta esauriti. Il consiglio è visitare il sito ufficiale, completo e sempre tempestivamente aggiornato. Buona discesa e buona scoperta.

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