Cronaca

Il Papa in moschea per dire no al fondamentalismo

Francesco, dopo aver fatto tappa ad Ankara, giunge a Istanbul e, scalzo, sosta in meditazione nel luogo di culto islamico.

Il Papa in Turchia con il presidente degli Affari religiosi, Mehmet Gormez

Ignazio Ingrao

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No al fondamentalismo, sì al dialogo, questo il messaggio diretto e forte che giunge dal viaggio di Papa Francesco in Turchia. Prima tappa, obbligata, ad Ankara, il 28 novembre, per l’omaggio al mausoleo di Ataturk, il padre della patria, e l’incontro con il presidente Recep Tayyip Erdogan. Poi il volo a Istanbul, per la visita alla moschea blu, al museo di Santa Sofia e l’incontro con le comunità cattoliche. In attese della solenne celebrazione ecumenica con il patriarca ortodosso Bartolomeo.
Un viaggio breve ma con tre obiettivi precisi: il dialogo con il mondo musulmano, l’incoraggiamento alle comunità cristiane che vivono in Turchia e l’incontro ecumenico con gli ortodossi. Il Papa tiene molto al mondo musulmano perciò approfitta del viaggio in Turchia e dell’incontro con il presdente Erdogan, appartenente al partito filoislamico, per raccomandare un dialogo tra le parti che non punti all’assimilazione gli uni degli altri ma a una convivenza che arricchisce, partendo dalle basi comuni.
Non si possono tuttavia nascondere le difficoltà di una convivenza, come testimonia l’uccisione del vescovo Luigi Padovese, francescano, vicario apostolico dell’Anatolia, sgozzato nel 2010 a Iskenderun. La magistratura turca deve ancora fare luce su questo caso ma i cristiani hanno ancora paura. Per questo il pontefice, per infondere coraggio ha incontrato tutti i fedeli della comunità cattolica turca nella cattedrale dello Spirito Santo a Istanbul e ha fatto appello all’unità per trovarsi compatti di fronte a queste sfide.
La terza dimensione del viaggio infine è ecumenica: l’incontro con il patriarca Bartolomeo I e la prosecuzione di un dialogo che potrebbe portare frutti concreti non solo sulle chiese ma soprattutto nella vita concreta delle persone.
Rispetto al precedente viaggio di Benendetto XVI in Turchia, all'indomani delle polemiche sul famoso discorso di Ratisbona nel 2006, il viaggio di Francesco si svolge in unclima più sereno anche se tra imponenti misure di sicurezza. E Papa Bergoglio chiama la Turchia a una maggiore responsabilità come cerniera tra l'Europa, l'Asia e il Medio Oriente.

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