Se Errani finanzia Errani
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Se Errani finanzia Errani

Il caso del finanziamento truffaldino di una coop gestita dal fratello del governatore: quando i giudici decidono che l'imputato poteva non sapere

In Italia c'è chi “non può non sapere” e chi invece sicuramente non sapeva.
E' il caso del milione di euro della regione Emilia-Romagna erogato con una truffa alla cooperativa vinicola “Terremerse”, presieduta da Giovanni Errani fratello del governatore Vasco. Per questo il governatore Pd Vasco, che preside la Regione, poteva anche non sapere. Ma oggi è stato condannato il suo funzionario, Aurelio Selva Casadei, che nel 2006, a detta dei giudici, ha truffato e detto il falso rendendo possibile il finanziamento.
Errani finanzia Errani?
Tutto nasce da un'inchiesta giornalistica pubblicata da Il Giornale di Milano nel 2009. L'articolo fa le pulci a 1 milione di euro concesso dalla Regione Emilia Romagna alla cooperativa agricola Terremerse per far nascere uno stabilimento agricolo a Imola. La cooperativa è presieduta da Giovanni Errani, fratello del governatore Vasco. La domanda per la richiesta di fondi presentata dalla cooperativa porta la data del 31 maggio 2006. E' una "dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà", un'autocertificazione a firma Giovanni Errani che dichiara: "i lavori di realizzazione dello stabilimento enologico sono stati completamente ultimati". Il 31 maggio è l'ultima data fissata dalla Regione per erogare quel tipo di finanziamento. Il Comune di Imola ha però rilasciato il permesso di costruire lo stabilimento solo il 23 maggio, cioè soli 8 giorni prima, come risulta dal certificato di agibilità. E il quadro non torna. La costruzione di uno stabilimento in 8 giorni appare improbabile.
La relazione falsa firmata da Vasco Errani
Dai controlli risulta che lo stabilimento non fosse stato terminato il 31 maggio 2006 . E nel gennaio 2008 gli ispettori dell'Agrea, l'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura, andarono a Imola e certificarono, con un verbale, che "lo stabilimento è di recente costruzione e non è ancora operativo in attesa che vengano trasferiti macchinari e attrezzature dal vecchio sito produttivo". Il certificato di agibilità dello stabilimento di Giovanni Errani fu consegnato alla Regione non quando previsto, cioè entro il 15 giugno 2006, ma solo nel gennaio 2008, come risulta dalle carte. Ciò nonostante, i soldi furono dati lo stesso.
Dopo l'articolo de Il Giornale la magistratura bolognese apre un'indagine contro Giovanni Errani, due società (Terremerse e Cantina dei colli romagnoli) e un tecnico della Regione che coordinava il servizio di “Aiuti alle imprese”, Aurelio Selva Casadei. Vasco Errani resta sullo sfondo. Non si sa se e come sia coinvolto nell'inchiesta giudiziaria. Così, al fine di mostrare ai magistrati la propria estraneità e la regolarità dei fatti, Vasco Errani deposita una relazione alla procura della Repubblica di Bologna. Secondo la relazione redatta da due dirigenti regionali, Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti, il finanziamento al fratello Giovanni è regolare.
Ma è tutto falso. La Procura chiede il processo per Giovanni Errani, due tecnici delle società, Vasco Errani e i due dirigenti e l'ultima ruota del carro: il funzionario del servizio di “Aiuti alle imprese” Aurelio Selva Casadei. Per Vasco Errani e i dirigenti regionali chiede una condanna a dodici mesi.
Ma a sorpresa arriva nel novembre 2012 il proscioglimento sia per Vasco Errani che per i due dirigenti. La firma il Giudice per l'udienza preliminare Bruno Giangiacomo: “il fatto non sussiste”. La Procura ha fatto però ricorso in appello.
La condanna del funzionario
Ma quel finanziamento da 1 milione di euro infatti fu raggiunto con una truffa e senza avere le carte in regola per riceverlo. Un altro giudice del Tribunale di Bologna, Gianluca Petroniani Gelosi, ha condannando il funzionario regionale Aurelio Selva Casadei per truffa aggravata e falso in atto pubblico. L'uomo, che coordinava il servizio “Aiuti alle imprese della Regione Emilia-Romagna” firmo' il verbale in cui si certificava che i lavori per la realizzazione dello stabilimento enologico si erano conclusi secondo i tempi richiesti per ottenere il finanziamento, entro cioè il 31 maggio 2006. Ma era tutto falso.
In Italia c'è chi è condannato perché non poteva non sapere, anche se il reato è stato commesso da altri.
Vasco Errani invece “può non sapere” che la Regione da lui governata, frodando lo Stato, concede fondi alla cooperativa del fratello.
Il prossimo step sarà a marzo con il processo nei confronti di Giovanni Errani e dei due tecnici della cooperativa che hanno seguito i lavori. Ma per adesso solo un funzionario è stato condannato. E non si comprende la motivazione che lo hanno spinto alla truffa favorendo il fratello del governatore

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